FOSCHI UGL SU SECONDA PROROGA SERVIZIO PORTIERATO COMUNE DI PESCARA


“Seconda proroga al Comune di Pescara per il servizio di portierato ai 3 ingressi dei due palazzi municipali. La società Aquila Srl, su richiesta inoltrata di nuovo dal dirigente Molisani, ha accordato di allungare il servizio di vigilanza sino al prossimo 31 marzo, ma con un ultimatum preciso: sarà l’ultima proroga, dal primo aprile il Comune dovrà organizzare da sé l’attività, in attesa degli esiti della nuova gara d’appalto di competenza regionale. Peccato che la gara, però, non partirà, probabilmente, prima di maggio, quindi il Comune di Pescara rischia di ritrovarsi senza alcuna sorveglianza, con la perdita di 4 posti di lavoro. Il pasticcio, l’ennesimo confezionato dalla giunta Alessandrini, sarà esaminato domani dalla Commissione Vigilanza, sempre che si presentino assessore delegato Di Carlo e il dirigente Molisani. Sarà a loro che chiederemo come intendono risolvere la situazione e, soprattutto, come intendono salvaguardare i livelli occupazionali”. Lo ha detto Armando Foschi, referente Ugl, che è stato investito della problematica inerente il futuro lavorativo dei 4 addetti al servizio di portierato del Comune di Pescara.

“Parliamo dell’ennesimo servizio che il sindaco Alessandrini è riuscito a trasformare in un brutto pasticcio – ha sottolineato Foschi -. In sostanza, lo scorso agosto la giunta Alessandrini ha approvato una delibera per aprire il nuovo bando per l’affidamento del servizio di portierato alla scadenza del contratto, lo scorso 31 gennaio, avvalendosi della stazione unica appaltante, ovvero la Regione Abruzzo. Da quel momento sono passati cinque mesi, ma della gara non s’è vista ombra, e lo scorso 17 gennaio il Dirigente del Settore Molisani ha scritto una lettera al titolare della società Aquila Srl, chiedendo la sua disponibilità a una breve proroga del servizio, almeno sino al prossimo 30 giugno, a condizione di accettare una modifica contrattuale, ossia prevedere in capo allo stesso Dirigente Molisani la possibilità di impartire direttive in ordine allo svolgimento del servizio. È ovvio che tale disposizione, che di fatto rappresenta una modifica unilaterale del contratto di servizio, ha determinato un irrigidimento da parte della società: secondo lo stesso Contratto collettivo di lavoro, infatti, le direttive di lavoro sui propri dipendenti sono una prerogativa della società titolare del contratto, il Comune, dal canto suo, può ovviamente segnalare anomalie nello svolgimento del servizio direttamente alla società, ma non può arrogarsi il diritto di decidere sull’utilizzo dei dipendenti, in questo caso 4 unità, né può entrare nel merito della gestione del personale che è una prerogativa esclusiva del datore di lavoro. Chiara la risposta arrivata dall’Amministratore di Aquila Srl Di Nardo, il quale ha rigettato la proposta di proroga del servizio da parte del Comune alle nuove condizioni, rivendicando le proprie prerogative, e di fatto ribadendo che il servizio sarebbe cessato al 31 gennaio, salvo alcuni giorni di proroga di cortesia per concedere al Comune il tempo necessario per individuare un nuovo gestore o comunque per riorganizzare il servizio. Contestualmente la società ha inviato ai 4 dipendenti le lettere di licenziamento che sarebbero state effettive dal primo febbraio. Conditio sine qua non per accordare la proroga al 30 giugno, era l’eliminazione delle modifiche contrattuali avanzate dal Dirigente Molisani. Per tentare di superare l’impasse lo scorso 25 gennaio è stata convocata la riunione d’urgenza della Commissione Vigilanza, sperando che dal Comune, rappresentato dall’assessore delegato Di Carlo, potesse esserci un atto di buon senso, con l’annuncio del passo indietro rispetto alle nuove pretese. E invece in Commissione l’assessore Di Carlo ha sfoggiato le proprie rassicurazioni circa un presunto accordo, non meglio precisato, raggiunto con l’amministratore Di Nardo che avrebbe definitivamente concesso la proroga di altri 5 mesi del servizio – ha proseguito Foschi -. Peccato che lo stesso assessore Di Carlo sia stato smentito dopo appena 5 minuti, con una semplice telefonata allo stesso Di Nardo, il quale ha confermato l’assenza di qualsiasi accordo con il Comune, e ha ribadito che la proroga ci sarebbe stata solo quando sarebbero state cancellate le nuove clausole. A smentire l’assessore è arrivata anche la lettera del Dirigente Molisani con una parziale marcia indietro, ovvero: sempre il 25 gennaio, ovvero nel giorno della Commissione, Molisani ha inviato una nuova nota all’Amministratore Di Nardo comunicando che il Comune intendeva procedere alla proroga del servizio di reception-portineria, in scadenza il 31 gennaio, per il solo mese di febbraio 2019, ‘agli stessi patti e condizioni economiche, per numero 146 ore settimanali, nelle more della conclusione delle procedure necessarie all’individuazione di un nuovo contraente’. Ed entro lunedì 28 gennaio la società Aquila Srl avrebbe dovuto riscontrare la proposta inviando i documenti richiesti. Tradotto: il Comune ha dovuto ammettere di aver avanzato una richiesta inaccettabile nei confronti della società, facendo un clamoroso passo indietro e cancellando ogni riferimento all’uso del personale. Durante il mese di febbraio, il Comune avrebbe dovuto riorganizzare il servizio, pronto a subentrare, da domani, primo marzo, alla società Aquila. E invece questo non è accaduto, esattamente come avevamo previsto – ha aggiunto Foschi -: piuttosto nei giorni scorsi il dirigente Molisani ha inviato una nuova lettera alla società chiedendo un’altra proroga del contratto sino al 31 marzo, che è stata concessa ma con un ultimatum chiaro. Il contratto non verrà ulteriormente prorogato, il 31 marzo la società Aquila uscirà ufficialmente dal Comune con il licenziamento dei 4 dipendenti. Notizia che ora riapre i nostri quesiti: ormai è chiaro che prima di maggio non partirà la nuova gara d’appalto per individuare il nuovo responsabile del servizio, e allora chiediamo al dirigente Molisani e all’assessore Di Carlo come intendono organizzare l’attività di portierato dal primo aprile in poi? E soprattutto, quali misure di tutela intende adottare la giunta Alessandrini nei confronti dei 4 dipendenti che dal primo aprile si troveranno a casa senza stipendio? Domani costringeremo l’amministrazione a un’operazione verità”.

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