Genitori, condividere il percorso per sentirsi meno soli


Quello del genitore non è un “mestiere” semplice, e in tanti si sentono inadeguati a sostenere il peso delle responsabilità, pur essendo arrivati a questa scelta consapevolmente. Molto spesso alcuni comportamenti del bambino, come il rifiuto del cibo o la difficoltà ad addormentarsi, sono fonte di preoccupazione e stress per i genitori, specialmente per chi è alla prima esperienza.

Chiedere consiglio è molto importante, non bisogna scoraggiarsi né sentirsi inadeguati, ma bisogna piuttosto essere aperti al confronto e non fermarsi alla prima difficoltà. In questo senso, i corsi e i consigli di Genitore informato, rappresentano un punto di riferimento per tutti i neo genitori che si trovano ad avere a che fare con problematiche nuove e apparentemente difficili da lasciarsi alle spalle.

Sonno e pianto

Quello della mancanza di sonno è il primo ostacolo da superare, perché anche se durante la gestazione si ha avuto tutto il tempo per “prepararsi”, non si è mai realmente pronti a quello che verrà dopo. Tutti i neo genitori sanno che l’arrivo del piccolo porterà con sé gioia e felicità, ma anche notti insonni e stanchezza.

I ritmi dei neonati, ovviamente, sono differenti da quelli degli adulti, e all’inizio c’è sempre un periodo di “apprendimento”, in cui il piccolo studia ed esamina minuziosamente il nuovo ambiente in cui si trova, e ovviamente l’unico modo che ha di comunicare è il pianto.

Ma l’alternanza dei ritmi sonno/veglia è del tutto normale, ed è una condizione presente in ogni neonato. Alcuni si sveglieranno più spesso, altri di meno, questo non è possibile prevederlo.

Quello che ogni genitore può fare è essere paziente e amorevole, e cercare di andare incontro ai bisogni del piccolo, quando necessario. Questo contribuirà anche a non alterare i cicli vitali dell’adulto, che rischia di risentire pesantemente della mancanza di sonno.

Niente pappa

Un altro dei problemi più frequenti, e che accomuna la maggior parte dei genitori, si verifica al momento del pasto. La fase dell’allattamento, solitamente, viene vissuta in modo abbastanza tranquillo, è il primo contatto tra la made e il piccolo, ed è un momento di grande condivisione, anche nel caso in cui la donna non abbia la possibilità di allattare al seno.

I problemi potrebbero però manifestarsi in seguito, con lo svezzamento. Il bambino potrebbe rifiutare il cibo, o potrebbe vivere male il momento del pasto, e avere sempre bisogno di qualcosa che distragga la sua attenzione dalla pappa.

Questo rischia di essere estremamente frustrante per il genitore, con il piccolo che sembra non apprezzare nulla di quello che gli viene dato. Un tale comportamento porta inevitabilmente a chiedersi se gli alimenti che vengono proposti siano adeguati, se sono appetibili e se invece ad essere sbagliato è “l’approccio” in sé. Per questo motivo è importante chiedere consiglio e parare agli esperti, o semplicemente, a chi ha già vissuto queste situazioni.

Chiedere consiglio

Tutte le domande e le preoccupazioni che scaturiscono da tali comportamenti, sono assolutamente normali, e fanno parte di un percorso che porterà i genitori e il bambino a conoscersi sempre di più, e ad amarsi.

Ma cercare un aiuto o un consiglio, quando si hanno dei dubbi, è sempre la soluzione migliore, per evitare di sentirsi inadeguati e lasciarsi andare alla rassegnazione. Un rimedio c’è sempre, assolutamente!

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