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La tecnologia rivoluziona anche le procedure burocratiche (finalmente)


Rimandata di un anno l’entrata in vigore della successione online obbligatoria, ma già a marzo inizia la fase sperimentale, in cui si potrà ancora utilizzare il vecchio modello 4. Ecco quali sono le principali novità in materia.

Il primo gennaio 2018 doveva essere una data da ricordare nell’ambito della burocrazia italiana, ma in realtà c’è stata una dilatazione dei tempi; in ogni caso, tra meno di un mese debutta il modello virtuale di dichiarazione di successione e domanda di volture catastali, come stabilito dall’Agenzia delle Entrate con il provvedimento del direttore datato 28 dicembre 2017, protocollo n. 305134.

Novità dal 15 marzo. Come detto, inizialmente si era ipotizzata una partenza immediata per il regime “tecnologico“, ma alla fine si è optato per un processo a due fasi: dal 15 marzo i soggetti maggiormente propensi all’avanguardia potranno inviare la dichiarazione di successione con la nuova modalità telematica, ma entro l’anno resterà ancora valida anche la modalità cartacea, ovvero la presentazione del vecchio modello 4 che era stato approvato con provvedimento del 15 giugno 2017. Dal primo gennaio 2019, invece, scatterà l’obbligo per tutti.

Cambia la dichiarazione di successione. Queste norme fanno riferimento a un tema piuttosto delicato della burocrazia, quello legato in maniera generale alle eredità e alla successione che, come si può approfondire sul portale di consulenza online Avvocato Accanto, prevedono anche rami molto specifici come quello della successione necessaria o dell’azione di successione. In ogni caso, bisogna tener presente che il processo di digitalizzazione dei documenti vale soltanto per gli atti più “nuovi”.

Chi è interessato. Come si legge nel provvedimento dell’Agenzia delle Entrate, infatti, la trasmissione online dei modelli è consentita solo in riferimento alle successioni aperte a far data dal 3 ottobre 2006, mentre per quelle antecedenti (così come per le dichiarazioni integrative, sostitutive o modificative di una dichiarazione presentata con le precedenti modalità stabilite dal d.m. del 10 gennaio 1992) si dovrà continuare a utilizzare la forma cartacea e il Modello 4, con le sue specifiche modalità di presentazione.

Come funziona il software. La versione aggiornata del modello è disponibile in download dal sito dell’Agenzia delle Entrate già da alcune settimane e si basa sul software SUC che l’ente stesso ha provveduto a mettere a disposizione dei contribuenti; disponibile sia per gli utenti Windows che per gli utenti Macintosh, il programma permette la creazione e il controllo del file telematico, ma anche di calcolare imposte di bollo e tributi speciali in modo automatico. Inoltre, come spiegato ancora dall’istituto di Via Cristoforo Colombo, recepisce anche le nuove disposizioni in materia di agevolazione per l’acquisto della prima casa e di immobili inagibili a causa di eventi sismici, contenute nel decreto-legge 20 giugno 2017, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2017, n. 123.

Le indicazioni pratiche. Dal punto di vista pratico, tra gli altri campi da compilare nel nuovo modello ci sono anche i dati del de cuius e del soggetto che presenta la dichiarazione, oltre che le informazioni relative agli eredi, ai legatari e altri soggetti; obbligatorio anche segnalare l’attivo ereditario (beni immobili e diritti reali immobiliari) e le passività, così come le rendite e i crediti. Un vademecum preciso del funzionamento del software e sulle modalità di compilazione degli atti è comunque presente sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

 

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