Mondiali di Basket in Cina: tutti li attendono, ma come si arriva ad un impegno del genere?


I Mondiali di basket in Cina sono uno degli appuntamenti più attesi da parte di tutti gli appassionati, compresi i tifosi italiani, che chiaramente sperano che la Nazionale azzurra possa arrivare il più lontano possibile. Chiaramente sarà difficile pensare di infastidire dei mostri sacri come Francia, Stati Uniti e Serbia, ma chiaramente il potenziale per essere la sorpresa di questo Mondiale c’è tutto.

Nelle fila dell’Italia troviamo diversi atleti che hanno giocato o che giocano attualmente in Nba. Stiamo parlando di Marco Belinelli, Gigi Datome e Danilo Gallinari (Melli purtroppo è rimasto fuori dai convocati per colpa di un intervento al ginocchio da cui non è riuscito a recuperare in tempo utile), che avranno il compito di trascinare, come leader psicologici e non solo, la Nazionale italiana in quella che è sempre stata una manifestazione ricca di sorprese.

Partecipare ai Mondiali: quando conta la preparazione secondo Matteo Soragna

Una delle principali caratteristiche dei Mondiali è certamente quella di essere un torneo particolarmente breve. Se lo mettessimo a confronto con un campionato di squadre per club, è facile accorgersi di come la durata sia notevolmente più limitata. Ci sono due settimane in cui tutte le Nazionali presenti si giocano il tutto e per tutto e la prima fase in modo particolare è quella che porta a giocare diverse partite in pochi giorni. Tanti impegni ravvicinati che, quindi, possono inevitabilmente mettere a dura prova le condizioni dei vari atleti.

Come è stato sottolineato da Matteo Soragna ne l’insider, però, i giocatori devono essere pronti per affrontare questi ritmi e devono affrontare una preparazione che sia adatta a farli arrivare ad un appuntamento del genere nelle migliori condizioni possibili. I consigli arrivano da uno dei giocatori che hanno disputato più partite con la maglia di Treviso e di Biella e che può vantare anche una florida esperienza in campo internazionale. Matteo Soragna è un giocatore che ha vinto tanto anche con la maglia dell’Italia. Infatti, ha vissuto due esperienze fondamentali e indimenticabili: la prima è stata la medaglia di bronzo vinta agli Europei in Svezia nel 2003 e la seconda è stata l’incredibile cavalcata fino all’argento olimpico ad Atene nel 2004, esattamente un anno dopo.

Insomma, Soragna è uno di quei giocatori che sa bene come si arriva a questo tipo di appuntamenti e anche quanto lavoro ci sia dietro per poter presentarsi in perfette condizioni fisiche e mentali ad una rassegna così importante. I giocatori della Nazionale, subito dopo la fine del campionato affrontato con la maglia della squadra di club, hanno chiaramente avuto qualche giorno di riposo, in modo tale da staccare un pochino la spina. In questi casi, però, è importante che il riposo non sia totale. In caso contrario, il principale rischio che si corre è inevitabilmente quello di non riuscire a riprendere la propria forma ideale in tempo per il Raduno e per il Mondiale. Il corpo ha bisogno di rimanere in costante allenamento se si ha in programma un appuntamento simile. Ecco spiegato il motivo per cui la gestione del riposo è diventata fondamentale e parte integrante non solo del recupero attivo, ma anche di quello non attivo.

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