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Restauro capolavoro a Terni: quando il concetto di qualità viene applicato in edilizia


Terni. Aveva ospitato per molto tempo la sede delle Poste, fino al 2009, dopodiché le pessime condizioni strutturali avevano costretto a metterlo in vendita. Stiamo parlando del Palazzo di Piazza della Repubblica a Terni, rimesso a nuovo dopo un restauro capolavoro, per essere riconsegnato alla città e all’Umbria intera.

La sua storia parte da lontano: la progettazione venne effettuata circa un secolo fa da Cesare Bazzani, la prima pietra fu posta in presenza del Re Vittorio Emanuele III, per procedere poi al completamento e alla conseguente inaugurazione del 1935. Lo Stato in cui versava fino a pochi anni fa avevano costretto alla vendita dello stabile, causa il degrado, i cedimenti strutturali e gli anni che pesavano sul colosso di Terni.

E’ successo così che il giovane imprenditore Sauro Pellerucci, il quale è a capo dell’azienda “Pagine Si! Spa” (leader nel settore dell’editoria cartacea e multimediale) ha deciso di acquistarlo e rimetterlo a nuovo, ribattezzandolo “PalaSi”. L’edificio oggi ospita ai piani superiori gli uffici dell’azienda, mentre il piano terra è uno spazio al servizio del mondo culturale e dei ternani.

Contrariamente a quanto può sembrare, il restauro non è stato per nulla una cosa facile: stiamo parlando forse della più importante opera di recupero edilizio avvenuta a Terni negli ultimi venti anni. L’azienda Ka Ma srl è stata il punto focale del restauro. Il proprietario Mauro Capocci ha svolto la mansione di coordinatore per tutte le 19 imprese che hanno collaborato all’opera, che per il valore architettonico del contesto urbano, assume un importanza assoluta. Efficienza energetica, sostituzione degli infissi e realizzazione di un sistema domotico hanno permesso di ridurre i costi di gestione dell’impianto elettrico e di riscaldamento, passando dalla classe energetica G alla C, raggiunta nonostante i vincoli architettonici.

Sono stati recuperati affreschi, marmi e pietre preziose, simboli di un palazzo dalla bellezza architettonica che non invidia nulla a quella dei migliori palazzi romani. Sono state recuperate le antiche porte in legno e la valorizzazione ha contraddistinto ogni minimo dettaglio storico dell’edificio. Anche l’esterno è stato riportato agli antichi fasti, per un’opera che va presa come modello da riprodursi, dato il coordinamento, la qualità dei lavori eseguiti, la conoscenza dei materiali e delle modalità di lavorazione, tutto per restituire a Terni il palazzo simbolo del suo centro storico.

Redazione IlFaro24.it

 

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