Sospiri: “Spoltore dice no all’arrivo di un numero indefinito di profughi”


“Dopo Loreto Aprutino, Pianella, Cepagatti, Elice e Moscufo, anche Spoltore dice ‘no’ all’arrivo di un numero indefinito di presunti profughi, pronti a insediarsi, sotto la guida di cooperative, nelle varie frazioni, a breve distanza da case, scuole e strutture. Né ci convince l’adesione del Comune allo Sprar, uno strumento con il quale l’amministrazione comunale del sindaco Di Lorito spera di riuscire a controllare il fenomeno, ma in realtà l’esperienza pregressa ci dice che non riuscirà in tale intento. Domani, venerdì 13 ottobre, ne parleremo nel corso dell’Assemblea pubblica convocata nella Sala Consiliare del Comune, a partire dalle 20.30, per dare voce ai cittadini che oggi hanno paura e continuano a non ottenere risposte dalla pubblica amministrazione che dovrebbe tutelarli”. Lo ha detto il Capogruppo di Forza Italia alla Regione Abruzzo Lorenzo Sospiri ufficializzando l’incontro previsto per domani, venerdì 13 ottobre, a partire dalle 20.30, a Spoltore, e al quale prenderanno parte anche i consiglieri comunali Pierpaolo Pace, Antonella Paris, Andrea Sborgia, Giancarlo Febo e Marina Febo.

“Il momento è drammatico, è inutile usare mezzi termini: al periodo storico peggiore che si possa ricordare, in cui l’Abruzzo non riesce a uscire dalla crisi nera della disoccupazione, non riesce a recuperare speranze e posizioni, rimanendo indietro rispetto al resto del Paese, si aggiunge il dramma di una immigrazione-farsa, in cui migliaia di presunti profughi sbarcano, o meglio, vengono portati sulle nostre coste non perché fuggano da una guerra, ma perché scappano da una povertà, la stessa cui sono condannati nel nostro Paese – ha osservato il Capogruppo Sospiri -. Negli ultimi mesi il fenomeno in Abruzzo sta assumendo contorni spaventosi, alimentando un business che muove decine di milioni di euro, soprattutto per colpa di una politica regionale assente, appiattita sulle posizioni nazionali, incapace di difendere le problematiche specifiche del nostro territorio, incapace di difendere gli abruzzesi. Pensiamo a quanto sta accadendo nelle ultime ore a Cepagatti, dove stanno arrivando truppe di presunti profughi, stipati in spazi inadeguati, così come sta accadendo al confine tra Loreto e Pianella, addirittura una settantina di immigrati ristretti in una struttura che conta al massimo dieci posti letto, tanto che decine di uomini dormono in un fienile. Stesso copione a Elice e Moscufo, un copione destinato a ripetersi ovunque, dove chiaramente Governo e Regione hanno volutamente lasciato soli i sindaci e gli amministratori locali a gestire una problematica complicata senza peraltro incrementare mezzi e risorse destinati alla sicurezza. La problematica ora investirà come un uragano anche il territorio di Spoltore dove due strutture private, due agriturismi, hanno dato la propria disponibilità a cambiare la propria mission commerciale, sostituendo la ricettività turistica con l’accoglienza dei presunti profughi, con un incasso sicuro a fine anno. Contemporaneamente il Comune ha ufficializzato di voler aderire allo Sprar, in teoria per ‘controllare’ il numero dei migranti ospiti, ma in realtà l’esperienza di Montesilvano ci ha insegnato che aderire allo Sprar non significa impedire ai privati di gestire comunque parte del business, ma semplicemente significa creare un doppio binario, quello pubblico e quello privato, che continueranno a camminare parallelamente. Al solito, arriveranno i presunti profughi, ma non sappiamo quanti ne arriveranno, da dove provengono, e soprattutto non sappiamo come verranno gestiti una volta albergati a Spoltore. Non sappiamo a quanto ammonterà complessivamente il business, non sappiamo quali saranno gli strumenti che l’amministrazione comunale metterà in campo per fronteggiare il fenomeno in termini di sicurezza e di controllo del territorio, ovvero verrà potenziato il Comando locale dei Carabinieri con l’arrivo di nuove unità operative? Verranno potenziate le forze in campo nel Comando della Polizia municipale? La città e le frazioni saranno rese sicure con l’installazione di telecamere? Dove verranno accolti, ospitati e sfamati i presunti profughi? A queste domande poste dai cittadini di Spoltore, nessuno, sino a oggi ha dato risposte – ha aggiunto Sospiri -. Domani andremo a sviscerare la problematica per poi assumere iniziative che andremo a coordinare con quelle già in corso di preparazione in tutti gli altri comuni interessati dalla questione”.

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