RICHIESTA DI REVISIONE IN FAVORE DI CHERUBINI GIANFRANCO, CONDANNATO PER L’OMICIDIO DI MARIA PINA SEDDA


L’omicidio di Maria Pina SEDDA, avvenuto nel 2002, si concluse con la definitiva condanna all’ergastolo del Sig. Gianfranco CHERUBINI, marito della vittima. La condanna fondava su dichiarazioni, contraddittorie e de relato, fornite da persone che si trovavano in prossimità del luogo in cui avvennero i fatti.

Il Sig. CHERUBINI, da sempre dichiaratosi innocente, nel settembre 2019 ha dato mandato ai Dott.i Eugenio D’Orio e Davide Cannella – in qualità di Procuratori speciali ex art. 122 c.p.p., ed all’Avv. Luigi Alfano del foro di Nocera Inferiore, di svolgere indagini eventualmente finalizzate alla revisione del procedimento.

Dopo un anno dall’incarico, le indagini sono concluse, e sono emersi “elementi probatori nuovi” – così come richiesto dalla legge per le impugnazioni straordinarie della revisione – che dimostrano che il condannato è innocente e va assolto. Nello specifico, il Dott. Eugenio D’Orio, biologo forense, ha indagato il ruolo di tre tracce ematiche, già acquisite dagli inquirenti all’epoca dei fatti, trovate nelle scale interne della palazzina ove avvenne l’omicidio. Queste tre tracce si sono dimostrate essere “sangue umano”, e tutte e tre hanno restituito alle analisi il medesimo profilo genetico; si tratta di un soggetto maschile. E’ stato dunque disposto, previo autorizzazione e consenso informato, il prelievo del DNA sul Sig. CHERUBINI. Ottenuto questo profilo genetico, vi è stata la comparazione. Questa ha fornito elementi assolutamente nuovi, ed estranei al materiale probatorio dei precedenti giudicati: il DNA di tutte e tre le tracce esclude categoricamente la presenza di CHERUBINI su quella scena del crimine. Si è inoltre anche scientificamente certi, vista la tipologia cruenta di omicidio, che quelle tre tracce siano direttamente connesse con il delitto e che, trovandosi sulle scale interne della palazzina, rappresentano “la via di fuga dell’assassino”.

Siamo oggi dunque in grado di portare questi nuovi elementi, mai acquisiti in precedenza, ai giudici, e siamo assolutamente fiduciosi nel loro operato.

In questo caso, con la medesima indagine, riusciamo a dimostrare con prove scientifiche l’innocenza di CHERUBINI ed anche aiutare la Procura a trovare colui che depose le proprie tracce ematiche sulla scena del crimine.

Si specifica che, indagini condotte con le stesse metodologie, che hanno portato a risultati analoghi (presenza di tracce che escludono il condannato), in America ed in altri Stati hanno condotto all’assoluzione ed alla riabilitazione sociale dei condannati. Essendo la scienza unica ed univoca, ed universalmente valida, siamo fiduciosi che anche qui in Italia si raggiungerà il medesimo esito.

Avvocato e criminologo Luigi Alfano
Procuratore Speciale, ex art. 122 c.p.p., di CHERUBINI Gianfranco 18.09.2020

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