ERMANNO AMICUCCI, IL GIORNALISTA CHE CONOBBE IL DUCE


FU REDATTORE DE L’AVANTI, QUI CONOBBE MUSSOLINI

Il brillante giornalista marsicano nacque nella splendida Tagliacozzo, il 5 Gennaio del 1890. Si laurea in Scienze politiche e sociali a Roma nel 1907, e dal 1908 al 1910 fu redattore de L’Avanti, dove conobbe il futuro Duce.

Dopo la breve esperienza presso l’Avanti, fu corrispondente da Roma per IL PICCOLO di Trieste e LA NAZIONE di Firenze, e di seguito della testata Newyorkese IL CORRIERE D’AMERICA.

Dopo aver aderito al fascismo, fu eletto nel 1924 come deputato alla Camera. Dal 1927 al 1939 fu direttore della Gazzetta del popolo. Nel 1929 insieme al collega  Paolo Orano fondò, a Roma, la prima scuola di giornalismo in Italia.

Nel 1938 fu tra i firmatari del Manifesto della razza in appoggio all’introduzione delle leggi razziali.

Fu nel 1939 Consigliere nazionale della Camera dei Fasci e delle Corporazioni e sottosegretario di Stato al Ministero delle Corporazioni, dal 4 novembre 1939 al 25 luglio 1943.

Dal 1943 al 1945, fu direttore del Corriere della Sera. Condannato a morte per collaborazionismo, la pena gli venne commutata in trenta anni di reclusione, ma infine venne liberato con un’amnistia.

Riuscì a riprendere la propria attività di giornalista nel dopoguerra, e fu inviato speciale de Il Tempo e di Tempo illustrato dall’Argentina.

Fu autore di scritti a carattere economico, politico e sociale. Fra i suoi libri, possono essere ricordati: Piccolo mondo dannunzianoNizza e l’ItaliaPartita apertaI 600 giorni di Mussolini.

Convinto fascista, adulava il Duce in ogni sua forma, soprattutto lo esaltava nella propria vita privata, dove inneggiava al potere dittatoriale su ogni anima presente. Il suo ideale fu anche la sua condanna.

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