A L’Aquila il PD fa vincere il centrodestra. Biondi nuovo sindaco del capoluogo


Pierluigi Biondi è il nuovo sindaco dell’Aquila. Una rimonta che ha dell’incredibile per colui che ha guidato la coalizione di centrodestra soprattutto dopo il risultato del primo turno. Stando ai dati del Viminale, colpisce come due settimane fa Pierluigi Biondi ha preso il 35.84% al primo turno con 14.162 voti, mentre al ballottaggio ha ottenuto il 53.52% con 16.410 voti. Americo Di Benedetto, candidato sindaco per il centrosinistra, al primo turno ha preso il 47.07% con 18.576 voti ed è uscito sconfitto dalla giornata di ieri con il 46,48% e solo 14.249. Cosa è successo per far sì che Biondi aumentasse il proprio consenso di 2.248 voti e Di Benedetto ne perdesse addirittura 4.327?

Prima di tutto analizzando l’affluenza, il dato dice che al primo turno il 67.77 % degli aventi diritto si è presentato alle urne, mentre nella giornata di ieri ha votato il 52.08%. Ciò significa che il 47.92%, vale a dire 28.734 aquilani aventi diritto, ha scelto di non votare né per Biondi, né per Di Benedetto. Quindi è giusto affermare che dipende tutto dall’astensionismo che ha penalizzato il centrosinistra? In verità sarebbe troppo riduttivo andare a ricercare i 4.327 voti persi da Di Benedetto tra gli astenuti al ballottaggio, anche perché se così fosse, il PD dovrebbe fare un grande mea culpa per non aver comunicato al proprio elettorato l’importanza di recarsi a votare nella giornata del ballottaggio. Forse si sentivano la vittoria già in tasca?

Inoltre al primo turno ci sono anche i 6.739 voti presi dagli altri cinque candidati a sindaco nel primo turno. Sono un bel bacino di voti che in blocco potrebbero fare la differenza e che il PD non è riuscito a far suo. Quindi possiamo dire che Americo Di Benedetto è stato penalizzato dal 48% degli astenuti e dal non esser stato in grado di portare dalla propria parte quel bacino di voti del primo turno. Forse la ragione risiede sul fatto che il centrosinistra a L’Aquila, come al livello nazionale, sembra essersi isolato dalla gente.

Le elezioni aquilane hanno mostrato come si sia invertita la realtà. Nel senso che l’esponente di centrodestra, con un recentissimo passato di estrema destra tra le fila di Casapound, appare molto più “popolare”, inteso come molto più il sindaco della gente, tra la gente. Barba incolta e aspetto non curatissimo che caratterizzano Biondi che ha toccato durante la campagna elettorale i reali problemi delle persone. Il suo comitato elettorale è molto grande e in pieno centro a L’Aquila, ma i manifesti affissi con il nastro adesivo e l’illuminazione davano un tono molto più dimesso e modesto al tutto. Sembrava un ambiente di sinistra. Addirittura ad un certo punto per festeggiare la vittoria si è presentato un ragazzo con un organetto che ha suonato musiche popolari tipiche della tradizione di sinistra.

In Via Vicentini invece il comitato elettorale è apparso subito come un locale trend dove fare aperitivi. Un po’ come il candidato sindaco Di Benedetto che ha dato un’immagine di sindaco moderno, con la caviglia scoperta, alla moda e che va in vespa senza casco. Le immagini alle pareti serigrafate e l’illuminazione calda hanno rappresentato un centrosinistra dedito all’apparenza, tipico del berlusconismo. La rabbia per la sconfitta che stava sopraggiungendo, hanno connotato quello ambiente più a destra di quanto sembri. L’assessore uscente Emanuela Iorio si è lasciata andare ad una frase di rabbia quando i dati non erano ancora ufficiali “Adesso però se lo devono tenere Biondi, loro e chi ce li ha mandati”. Una frase che può racchiudere solo rabbia o anche qualcos’altro.

La vittoria di Biondi e la sconfitta del centrosinistra a L’Aquila sono più il frutto dei demeriti del PD rispetto ai meriti di Pierluigi Biondi. Il vantaggio dilapidato da Americo Di Benedetto nel giro di pochi mesi (12 punti percentuali) è stato incredibile. Il candidato del centrosinistra è stato lasciato solo dagli esponenti nazionali, ma anche dal governatore abruzzese Luciano D’Alfonso che non si è quasi mai esposto in suo favore. Di Benedetto ha vinto le primarie del PD ed è entrato nell’establishment aquilano da Papa, ma è uscito Cardinale dalla tornata elettorale. Per Biondi invece questa vittoria è un successo insperato. Il nuovo sindaco arriva al comitato in mezzo ad una folla di gente che canta l’inno di Mameli con il saluto romano di molte persone, questo a conferma del retaggio ideologico e dei trascorsi del nuovo sindaco aquilano. Ma a L’Aquila è richiesta una svolta per la gente che il PD non è stato in grado di compiere e allora ci si affida alla destra. La speranza che c’è tra i cittadini è che i partiti dietro Biondi consentano al sindaco una vera discontinuità di governo per ricostruire il capoluogo.

v.c.

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