Capogruppo Regionale FI Sospiri su assessore Civitarese e Osservazioni allo Studio di riqualificazione Aree di risulta


“Se Forza Italia fa delle ‘mistificazioni’ con le otto Osservazioni al Piano di riqualificazione delle aree di risulta, l’assessore Civitarese usa procedure sicuramente bizzarre per raggiungere il suo scopo, ossia far partire lo stravolgimento del cuore centrale di Pescara bypassando Verifiche di impatto ambientali, Valutazioni Ambientali strategiche e ogni altra prassi imposta dalla legge per interventi di tale portata. E noi non lo consentiremo: quello studio dev’essere respinto dal Comitato VIA, la giunta deve predisporre una variante al Piano regolatore generale che, se approvata dal Consiglio comunale, andrà sottoposta a VAS, questo dice la legge e a questa legge dovrà, suo malgrado, piegarsi anche il professor Civitarese”. Lo ha detto il Capogruppo di Forza Italia alla Regione Abruzzo Lorenzo Sospiri replicando alle accuse dell’assessore Civitarese.

“L’assessore Civitarese non ci fa cadere le braccia con le sue affermazioni, piuttosto ci fa alzare i capelli per le assurdità dei suoi tentativi di usare scorciatoie sul tema delle aree di risulta – ha aggiunto il capogruppo Sospiri -: oggi, grazie all’iter difeso da Civitarese, l’amministrazione comunale Alessandrini ha inviato al Comitato VIA della Regione Abruzzo uno studio, dunque non un progetto, formulando la richiesta della sua ‘esclusione dalla Valutazione di Impatto Ambientale”. Tradotto: Il Comune propone una operazione a cuore aperto della città di Pescara senza un progetto che sia chiaro sull’intervento da fare e senza uno Studio Ambientale che valuti tutte le interferenze presenti. L’avviso stesso pubblicato dal Comune erroneamente fa riferimento all’articolo 20 del Codice dell’Ambiente, e questo crea una ulteriore confusione amministrativa al procedimento avviato. In realtà i documenti presentati dal Comune si riferiscono all’articolo 19 comma 8 di richiesta di non assoggettabilità a VIA: Forza Italia con le osservazioni presentate chiede invece, ai sensi dell’articolo 19 comma 9 del Codice, che quel progetto venga assoggettato a VIA, com’è ovvio e naturale che sia a fronte di un’iniziativa urbanistica di tali proporzioni e implicazioni che interesserà 13 ettari di superficie nel cuore pulsante, economico, sociale, della città, che inevitabilmente avrà ripercussioni e conseguenze per i prossimi cinquant’anni della nostra storia territoriale e su cui, quindi, non si può sbagliare. Oggi ribadiamo che se il sindaco Alessandrini, un sindaco in scadenza, pensa di mettere il cappio al collo della città a un anno dalle elezioni portando avanti uno studio di ‘riqualificazione delle aree di risulta’ riducendo gli attuali 2.250 parcheggi a soli 1.500 posti auto, e prevedendo sulle aree di risulta un Centro Commerciale e un bosco di 8 ettari non vivibile, se lo può togliere dalla testa. Nello studio difeso dall’assessore Civitarese è impossibile valutare i contenuti, sia di natura ambientale che strutturale, dire se è una proposta buona o negativa per la città. La nostra battaglia per le aree di risulta è idealmente già vinta, perché è ormai acclarato che i parcheggi non devono per forza essere interrati, ma anche in altre città sono previsti silos che non deturpano il territorio; la seconda vittoria è che ci passerà una filovia che partendo da Montesilvano avrà il suo terminal sulle aree di risulta da cui poi partirà verso Francavilla al Mare e l’aeroporto-Tiburtina e sappiamo che anche gli altri lotti della struttura sono già stati finanziati dal Ministero; la terza vittoria è che anziché svendere a un privato tutto il centro, ci sono delle aree negli spazi di risulta che possono essere edificate, ora dobbiamo vedere come e quale edificato si cala nella realtà. Ora, visto che sullo Studio senza progetto delle aree di risulta la Regione Abruzzo vuole calarci una fiche di 12milioni di euro del Masterplan, perché l’imprenditore che si aggiudicherà l’opera deve solo guadagnarci e perché evidentemente l’Abruzzo non ha altri problemi su cui investire come incendi, balneazione o dissesti idrogeologici, abbiamo presentato 8 Osservazioni tecniche di merito allo Studio sulle aree di risulta, partendo da due presupposti cardine. Innanzitutto lo Studio, in cui si è cercato come sempre, di tentare di aggirare la norma, va assoggettato a VIA. Oggi su quelle aree abbiamo 2.250 parcheggi, furono acquistate dopo una lunga e difficile trattativa condotta dall’onorevole Sospiri con la Società Metropolis, del gruppo Ferrovie, per circa 21 milioni di euro e con un vincolo urbanistico a verde agricolo di 10 anni. In questi oltre dieci anni trascorsi tutte le infrastrutture progettate e realizzate in città, a partire dal Ponte Nuovo, sono state pensate e fatte per portare la gente nei parcheggi delle aree di risulta senza passare dal centro, dunque senza determinare inquinamento, per portarle nel grande Centro Commerciale Naturale già esistente. Ora Alessandrini nel suo studio vorrebbe ridurre quei 2.250 parcheggi ad appena 1.940 posti auto di cui 500 da vendere, quindi stiamo passando ad appena 1.500 parcheggi disponibili ed è una previsione criminale che ucciderà le attività commerciali del centro. In secondo luogo – ha proseguito il Capogruppo Sospiri -, non è da considerarsi impossibile un edificato a sostegno dell’offerta economica, ma su quello studio ci sono 12 milioni di euro della Regione, e allora vogliamo sapere che edilizia si vuole fare. È prevista una piastra commerciale a ridosso del cuore dello shopping di Pescara, e allora chiariamo subito che un Centro commerciale al centro di Pescara non si farà mai, né allo Stadio né sulle aree di risulta. Poi: per superare la Valutazione VIA il sindaco Alessandrini ha tentato di derubricare a vie di quartiere strade come via De Gasperi, che è la Strada Statale 16 bis, o viale Bovio-via Silvio Pellico, definite ‘strade di quartiere’ al pari di via Palermo, via Genova o via Fedele Romani, che sono chiaramente delle piccole traverse. Invece è chiaro che via De Gasperi e viale Bovio-via Silvio Pellico sono due strade di penetrazione, di attraversamento intercittadino-strade urbane di scorrimento, dunque non è possibile evitare la VIA. Al sindaco diciamo di smetterla di cercare scorciatoie, il sindaco deve confrontarsi con la città e ci deve dare un Progetto serio, con i parcheggi, con un bosco vivibile, facendo gli interessi non di chi realizza, che deve avere un rischio d’impresa, non può guadagnare gratis, ma dei cittadini. Solo in questo caso saremo disponibili a confrontarci in aula su un vero progetto di Variante al Piano regolatore che dovrà essere comunque sottoposto a tutte le Valutazioni ambientali previste dalla legge”.

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