Celano. Al via la bonifica dell’area di San Marcello


CELANO. Sono iniziate ieri le operazioni di bonifica in superficie dell’ex discarica di San Marcello. Gli operai dell’Aciam, società che ha il compito di ripulire la zona, hanno iniziato subito con la rimozione dei rifiuti, pneumatici, eternit e molto altro. Sul posto presenti anche i carabinieri del Noe di Pescara e l’assessore Ezio Ciciotti insieme ad alcuni tecnici comunali. L’ex discarica comunale era stata sequestrata dai carabinieri del Noe su indicazione della procura della Repubblica di Avezzano la quale vuole accertare se nel sottosuolo vi siano materiali interrati. Il sindaco Settimio Santilli fin dal primo giorno si era messo a disposizione proponendo anche una sinergia tra istituzioni per una prima ripulitura in superficie della zona in attesa degli altri controlli nel sottosuolo attraverso uno screening del terreno, che sono ancora in corso. L’area, di circa 40 ettari, verrà bonificata grazie alla cooperazione tra procura della Repubblica di Avezzano, Noe di Pescara e comune di Celano.

Santilli, sin dalle prime battute, si è messo a disposizione della magistratura e inquirenti per far luce sulla cosa ed aveva inviato una lettera alla procura della Repubblica nella quale manifestava la volontà da parte del comune di operare insieme alle istituzioni coinvolte per la bonificare la zona. “Non abbiamo voluto perdere tempo”, spiegava il primo cittadino, “ come comune e soprattutto come sindaco mi sono voluto mettere a disposizione fin dal primo giorno. Tutelare l’ambiente significa tutelare la comunità che rappresento. Nella prima fase dell’operazione si andranno a rimuovere tutti quei materiali che sono in superficie, come: pneumatici, guaine di rivestimento, guaine bituminose eternit ed altro”.

Mentre l’Aciam provvederà a ripulire la superficie dei materiali inquinanti che verranno ovviamente smaltiti a norma di legge, i carabinieri del Noe procederanno con uno screening del terreno per valutare dove procedere con i carotaggi e verificare lo stato del sottosuolo. “L’intervento durerà un mese circa”, ha concluso Santilli, “ periodo nel quale verrà realizzata un’opera di ripristino ambientale importante attraverso la piantumazione di diverse specie autoctone vegetali”.

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