C’era una volta il Celano. Intervista a Luigi Paris, dirigente del settore giovanile castellano


Tutte le storie, dai tempi che furono, iniziano con il fatidico “c’era una volta”. Anche lo sport, che trova nel calcio il suo più grande esponente, è ricco di favole da raccontare e tramandare di generazione in generazione.

C’era una volta il Celano: il Celano di De Maio, di Zanon, dei bomber Dionisi e Ciofani, di Negro, di Mignona, di Barbetti, il Celano di Villa e di capitan Morgante… C’era una volta il Celano che, nell’allora C2, incuteva timore agli avversari prima di lanciare, fucina di talenti, i suoi beniamini nel calcio che conta. Poi, come tutti sanno, le favole raggiungono un finale non sempre lieto. Eppure i veri appassionati, i veri amanti delle storie, hanno sempre più voglia di sognare, di viverne e raccontarne di nuove perché “chi smette di sognare inizia un po’ a morire”.

È così che, con la voglia di riscrivere altre pagine di storia, il Celano risorge dalle proprie ceneri. Risorge con l’obiettivo, sempre più concreto, di risalire la china nella speranza di poter bagnare il pennino e ripartire ancora da lì, da quel fatidico “c’era una volta”. luigi paris 2
Luigi Paris, ex arbitro e amante di sport, con le sue collaborazioni con società del calibro del Paterno Calcio, e attuale segretario del settore giovanile del Celano F.C. Marsica, racconta, in esclusiva ai microfoni di MarsicaSportiva.it, come nasce il suo impegno per lo sport nella piena convinzione che per guardare al futuro bisogna curare e salvaguardare il verde che il nostro territorio ci offre.

 

Luigi cosa ti ha spinto a sposare il progetto del Celano F.C Marsica?

Più che un’ispirazione diciamo che è stata la voglia di rimettermi in gioco in un campo dove sono cresciuto professionalmente, quello del settore giovanile, e ringrazio il Celano FC Marsica per avermi dato questa possibilità.

 

Puoi tracciarci un sommario bilancio di questi primi mesi?

Anche se non è tempo di bilanci, al di là dei risultati acquisiti sul terreno di gioco, personalmente mi ritengo molto soddisfatto. Siamo riusciti a creare dei gruppi omogenei che, di giorno in giorno, grazie al lavoro dei tecnici, stanno migliorando tantissimo. Tengo a precisare che nelle formazioni juniores e giovanissimi siamo la compagine più giovane: nella juniores 6 undicesimi sono 2000/2001 e nei giovanissimi, ad eccezione di tre 2002, utilizziamo prevalentemente 2003/2004. Questa nostra politica ci sta facendo soffrire un po’ in questi campionati, ma ci permetterà in futuro di avere gruppi più consolidati e ragazzi più pronti quando dovranno confrontarsi con i pari età.

 

Il settore giovanile, in una realtà come quella celanese, fucina negli anni di interessanti talenti, è un valore aggiunto per una società che ha intenzione di ripartire al meglio. Quanto pensi sia importante, in ottica futura, valorizzare il “prodotto interno”?

Ti rispondo semplicemente dicendo che non può esserci società di calcio con prospettive future se non cura il settore giovanile. Il Celano Calcio per anni ha avuto scenari importanti soprattutto nel calcio giovanile ed è da qui che stiamo ripartendo. Come nelle compagini giovanili ci tengo a sottolineare che nel campionato di Promozione, che quest’anno ci vede protagonisti, siamo la formazione più giovane del girone e questo ci fa ben sperare per il futuro.

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Il passato di Luigi Paris è, tra le altre cose, autorevolezza. Sei stato un giovane arbitro prima di diventare il più giovane osservatore arbitrale d’Italia. Cosa ricordi di quel mondo e quali differenze, qualora ce ne fossero, trovi con i giorni nostri?

L’essere stato un arbitro di calcio mi ha aiutato moltissimo nella mia crescita professionale ma soprattutto personale e, per questo, non smetterò mai di essere grato a quel mondo. Dai primi calci all’allora Interregionale (oggi serie D ) ho girato moltissimo l’Italia ed ho vissuto momenti che mai verranno cancellati dal mio cuore. Da allora, però, sono cambiate tantissime cose nel mondo arbitrale così come è cambiato il gioco del calcio. Di sicuro sotto alcuni aspetti credo sia giusto così, però a malincuore devo ammettere che oggi c’è meno rapporto tra arbitri e società; sono di sicuro più preparati sotto l’aspetto atletico ma mancano di esperienza e soprattutto di approccio. Ciò è dovuto molto dal fatto che l’AIA ha abbassato moltissimo le fasce di età per accedere nelle categorie superiori: quando io ho iniziato ad arbitrare la promozione la iniziavi a fare dopo i 25 anni. Oggi, invece, ci sono arbitri in questa categoria che ancora non hanno compiuto la maggiore età. Questo fa sì che vengano meno certi requisiti, ma è normale per quello che è oggi la nostra realtà quotidiana.

 

A tutti i ragazzi che si affacciano nel difficile mondo arbitrale cosa ti senti di dire?

Qui mi metti un attimo in difficoltà! No dai scherzo (ride). Cosa vuoi che possa dire ad un ragazzo che vuole intraprendere questo cammino…? Posso dire che, questo, è lo sport più bello del mondo e se vissuto senza grandi aspettative ti da molto ma, soprattutto, ti fa diventare uomo. È naturale però che, come in ogni contesto, ci vuole impegno e costanza: nulla ci è dato senza l’aver dato.

 

 

luigi parisTorniamo al presente. Conoscendo la tua professionalità so che, appena puoi, ti rechi al campo anche a dare un’occhiata alle sessioni di allenamento. Il tuo attento occhio ha già individuato dei giovani talenti da lanciare nel panorama nazionale?

Come società ci stiamo adoperando perché alcune nostre risorse siano valorizzate anche oltre la nostra realtà: siamo già stati con alcuni gruppi a Bergamo e Sassuolo, c’è stato un incontro in zona con un’altra società che ha visionato dei nostri ragazzi, e qualche elemento è nel mirino del Pescara Calcio. Inoltre stiamo tessendo rapporti con la Roma e la Lazio per quanto riguarda la scuola calcio, insomma siamo in pieno fermento! Se mi chiedi se ho individuato degli elementi che, a mio avviso, potranno calcare campi importanti ti dico di sì; come ben sai, però, il tempo dirà la sua…

 

Dall’alto dell’esperienza di Luigi Paris, alla luce di tutto quello che in questi mesi hai potuto constatare, qual è il posto che merita il Celano nel panorama calcistico nostrano? E come è possibile che questa posizione venga raggiunta?

Di sicuro il Celano FC Marsica merita qualcosa in più di quanto oggi non abbia. Ripartire da zero non è facile. Oggi c’è una nuova società, di conseguenza nuovi dirigenti e nuove figure, ci stiamo tutti adoperando per fare del nostro meglio nonostante le difficoltà che si incontrano nel ripartire da zero. Credo che ci siano i giusti presupposti e le giuste persone affinché il Celano torni presto nel palcoscenico che gli compete e non solo nel panorama nostrano.

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Grazie, in bocca al lupo!

Grazie a te per averci dato la possibilità di far conoscere la nostra attuale realtà.

 

Alex Amiconi

 

 

Fonte MarsicaSportiva.it

 

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