Di Biagio: “Noi italiani? Abbiamo cultura difensiva ma recuperiamo pochi palloni. Bisogna avere il coraggio di offendere”


 

 

Il calcio è in continua evoluzioni e dichiarazioni di questo tipo, fino a qualche anno fa, sarebbero state “censurate”, per rendere l’idea. L’Italia è stanca di sentirsi dire all’estero sempre le solite cose: catenaccio e contropiede. A Coverciano, nei corsi per allenatori di tutti i livelli e anche in molti settori giovanili e prime squadre la mentalità sta cambiando. A darne prova è l’allenatore dell’Under 21 Gigi Di Biagio il quale, in un incontro tenuto a L’Aquila con l’Aiac locale, ha detto: “Noi italiani abbiamo un’importante cultura difensiva ma recuperiamo pochi palloni perché abbiamo paura di lasciare scoperte alcune zone del campo, pensiamo più alla copertura che al recupero immediato del pallone e troppo spesso finiamo per metterci in 11 dietro la linea del pallone. Ogni idea è giusta però, piuttosto che il marco-copro, dovremmo avere il coraggio di pensare al marco-marco. Bisogna avere una propria identità ed il coraggio di portare avanti le proprie idee. In campo internazionale, se non hai un’identità di gioco tua, prendi lezioni ovunque”.

“Dobbiamo avere il coraggio di offendere e di recuperare palla in avanti altrimenti siamo sempre nella nostra metà campo – ha proseguito l’ex giocatore, tra le altre, di Inter e Roma. – Il calciatore si deve divertire e lo fa se gioca per offendere. Allenatori che si lamentano di avere squadre scarse? Noi tecnici dobbiamo anticipare e risolvere i problemi, troppo facile sostenere di avere rose di bassa qualità”.

 

Redazione Il Faro 24

 

 

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