Don Aldo Antonelli: “Gesù e la Religione”


«Il Vangelo non è “un libro di religione”, è un insieme di racconti che spiegano come Gesù di Nazareth ci offra “un progetto di vita”, Tuttavia, Gesù è stato un uomo profondamente religioso, a causa della sua intensa relazione con Dio come Padre e del suo frequente ricorso alla preghiera. Ma la religiosità di Gesù non è stata legata al tempio, ai riti sacri, ai sacerdoti e alla sottomissione alla legge religiosa. Al contrario, Gesù è vissuto in maniera tale che, quando ha iniziato ad agire e a parlare in pubblico, è entrato in conflitto con i responsabili della religione (i sacerdoti, i teologi ed i più stretti osservanti).

TI Vangelo è il grande racconto di questo conflitto, che è terminato drammaticamente nel processo, nella condanna e nella morte di Gesù. Per questo resta cruciale la domanda: come ha potuto fondare una religione un uomo la cui vita è finita in uno scontro mortale con la religione? L’aspetto centrale della vita di Gesù non è stato il religioso e la religiosità, ma l’umano e l’umanità. E poiché Gesù si è posto dalla parte della vita e della felicità degli esseri umani, il Vangelo incentra la sua attenzione sulla salute dei malati, sulla convivialità con tutti (specialmente con i poveri) e sulle migliori relazioni umane. In questo modo Gesù ha spostato il centro della religiosità, che “non sta più nel sacro ma nell’umano”. Credere nel Vangelo è lottare contro la nostra ìnumanità e farci ogni giorno più umani».

Questo si legge sul risvolto di copertina del libro di cui vi ho parlato ieri. E chi scrive non è uno “sprovveduto”…. José Marìa Castillo, che ha la bella età di 87 anni, è stato professore presso la Facoltà di teologia di Granada, professore invitato all’Università Gregoriana di Roma, alla Pontificia Università Comillas di Madrid e all’Università centroamericana (UCA) di El Salvator, che personalmente ho avuto il piacere di visitare più di una volta. Nel 2011 ha ricevuto il titolo di dottore honoris causa dell’Università di Granada.

Una domanda, doppia: «dove sono e cosa fanno i “giovani” teologi?».

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