GIANCARLO SOCIALI E L’URLO DEL SUO GUERRIERO MARSO


Che Giancarlo Sociali fosse un grande ricercatore e studioso, appassionato di Storia, Antropologia, Natura e, soprattutto, amante dell’Abruzzo, è un dato di fatto.

Che fosse talentuoso e talentato lo avevamo già intuito dalle foto che traspaiono dalla sua web reputation, e persino che fosse un “libero pensatore libero da pregiudizi” lo avevamo letto sul suo interessante blog, ma che fosse anche un artista eccezionalmente bravo lo scopriamo adesso, con quest’ultima straordinaria creazione in cui c’è tutta la rabbia di un’intera popolazione, quella marsa in primo piano, che è la stessa rabbia universale che colpisce chi, della Cultura e dell’Arte sta facendo solo macerie. E’ tutta concentrata qui, negli occhi del suo guerriero, nel suo urlo più terrificante.

È una rabbia latente, tirata fuori e mischiata agli elementi tramite la scultura, senza un destinatario preciso. C’è critica sociale, critica verso coloro che dovevano evitare l’affossamento della cultura e la conoscenza di chi siamo stati e di chi potevamo essere – afferma GiancarloSociali-La rabbia di un’ideale ed una coerenza strappata a questo territorio con il sopravvento di schiere di analfabetizzati familistici amorali.
Un urlo liberatorio, nel silenzio. Io lo sento, mi pervade da anni e da anni penso cosa a loro volta potessero pensare  i nostri avi, vedendo come si  ridotto il proprio popolo. Popolo ormai spogliato da qualsiasi storia, vuoi per deficit culturali, vuoi per necessità e che lo spinge solo a sfamare la propria prole quotidianamente.
E gli sciacalli che si nutrono della distruzione della Cultura, dell’Arte, di specificità  superiori, assaltano le città ed i paesi lasciando un cumulo di macerie, sterilizzando il territorio”.

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