GLI INIZI DEL CALCIO AQUILANO


Le primissime origini del calcio a L’Aquila si fanno risalire intorno al 1910. Il primo sodalizio sportivo è ritenuto essere la Folgore, una polisportiva i cui atleti, oltre al calcio amatoriale, praticato a partire dagli anni venti, erano dediti anche a discipline come sci, pugilato e tiro a segno. Il primo documento storico certificato è, tuttavia, una stampa del 25 aprile 1915, in cui viene citata per la prima volta l’Aquila Foot-Ball Club, con ogni probabilità la prima società calcistica della città. Nella metà degli anni venti, in seguito all’arrivo del portiere di origine bolognese, il professor Rusconi, la squadra adottò i colori sociali rosso e blu. A partire dal 1926 è documentata l’esistenza di un Football Club L’Aquila: la squadra inizialmente vestiva una maglia a scacchi rossi e blu anche se successivamente venne utilizzata anche una maglia bianco-nera e una azzurro Savoia. Sul finire del decennio (alcune fonti parlano del 1929 ma ne è documentata l’esistenza sin dal 1927) fu, invece, costituito un nuovo club con il nome di Società Sportiva Città dell’Aquila, dai colori sociali bianco-blu, di cui si hanno poche notizie e che ebbe vita assai breve; da essa tuttavia scaturì la compagine del GUF Aquila (gruppo università fascista) che fu la prima squadra aquilana iscritta, nel 1930-1931, ad un campionato ufficiale, seppur a carattere regionale, che concluse al sesto posto. Le partite venivano disputate sul campo di gioco di piazza d’Armi che era privo di qualsiasi struttura accessoria. La stagione successiva il direttorio abruzzese non organizzò il torneo e, pertanto, la squadra rimase inattiva per un anno. Negli anni seguenti il gruppo abbandonò completamente il calcio. L’eredità del GUF venne raccolta l’8 ottobre 1931 dall’Associazione Sportiva L’Aquila, il cui organico era composto proprio dai calciatori del gruppo universitario nonostante le due società non avessero nulla in comune a livello dirigenziale. Anche l’A.S. Aquila fu con ogni probabilità una polisportiva, dal momento che la società viene citata anche per incontri di pugilato. Presidente della nuova società era Adelchi Serena, all’epoca podestà (sindaco) della città e in seguito ministro dei lavori pubblici  e segretario del Partito Nazionale Fascista, mentre furono confermati i colori sociali rosso e il blu già utilizzati dall’Aquila F.C., nonostante i dirigenti Gualtieri e fratelli Agamben preferissero il neroverde cittadino in omaggio alla municipalità del post sisma 1703 e poi spendibile dal futuro rugby di Tommaso Fattori. I rossoblù festeggiano la promozione in Serie B dopo lo spareggio con l’Andrea Doria, nel 1933-1934. L’A.S. Aquila esordì in campionato nel 1931-32. Al termine della stagione chiese ed ottenne l’ammissione in Prima Divisione. Il campo da gioco era sito a piazza d’Armi, anche se precedentemente le compagini aquilane giocarono anche in piazza San Basilio, di fronte l’omonimo convento, o sul prato antistante la basilica di Santa Maria di Collemaggio; dal 1933 la squadra iniziò a disputare le gare casalinghe nel nuovo stadio XXVIII Ottobre, un impianto all’avanguardia per l’epoca, successivamente condiviso con L’Aquila Rugby e, a partire dagli anni sessanta, intitolato alla memoria dell’ex rugbista e allenatore Tommaso Fattori. Nel 1933-1934 la compagine guidata dal tecnico Ottavio Barbieri (già campione d’Italia da giocatore con la maglia del Genoa) vinse il girone e, superando gli spareggi finali contro Andrea Doria, Falck, Pro Goriazia, centrò la promozione in Serie B, prima abruzzese a riuscirci.

 

( a cura di Cicchetti Ivan)

 

 

I rossoblù festeggiano la promozione in serie B  dopo lo spareggio con l’Andrea Doria, nel 1933-1934.

 

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