IL FUCINO TRA BIOMASSE E VELENI VARI


La notizia era piombata sulla Marsica come un fulmine a ciel sereno. L’ok dato dalla regione tramite Autorizzazione Integrata Ambientale,  mentre gli occhi di tutti puntavano sul caso Powercrop,  aveva già suscitato un’ondata di indignazione generale. Un via libera per un impianto di trattamento rifiuti speciali pericolosi di cui oggi si conosce qualche particolare in più. Rifiuti ospedalieri, metalli pesanti e vernici tossiche. Questo si tratterà  ad Avezzano se la Saste servizi ecologici realizzerà il proprio progetto.  Tra le categorie dei materiali da stoccare ci saranno quindi anche rifiuti a rischio infettivo sui cui c’è già stato l’ok di Arta ed Asl con la riserva di alcune prescrizioni. Un altro fronte che nessuno si aspettava, un altro fonte di una  guerra ambientale che conta ormai più di una battaglia e  che vede sul terreno  due schieramenti contrapposti: da un lato i vari comitati ambientalisti che affondano le basi  nella società civile,  aiutati spesso dagli enti locali, dall’altro parti di Regione e imprese private che sembrano voler trasformare il fucino in un mega contenitore in cui smaltire rifiuti. In attesa dell’esito  della campagna #NoPowercrop prepariamoci dunque ad una nuova operazione: che  il #NoSastre abbia inizio.

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