L’AQUILA. ASSALTATI DUE DISTRIBUTORI DI CARBURANTE. CARABINIERI E POLIZIA DI STATO ARRESTANO 3 RUMENI


Un’operazione congiunta di Polizia di Stato e Carabinieri quella che alle prime ore di questa mattina ha permesso l’arresto di tre cittadini rumeni, M. F. classe ’71, V. M. L. classe ’87 e C. C. classe ’76, (tutti e tre senza fissa dimora e dimoranti tra l’interland romano e velletrano), per tentato furto aggravato in concorso tra loro ai danni di due distributori di benzina del capoluogo aquilano.

Mancavano pochi minuti alle tre del mattino quando la Sala Operativa della Questura di L’Aquila veniva notiziata dell’allarme in corso presso il distributore “SO.DI.FA. TOTALERG”, sito in L’Aquila sulla SS 5 bis in località Pianola, esercizio già interessato nel recente passato da analoghe azioni predatorie. Immediato l’intervento sul posto che permetteva di appurare come i malfattori avessero poco prima tentato di asportare i contanti presenti all’interno di una delle colonnine self-service tagliandola con un frullino, per poi venire disturbati dall’allarme dell’esercizio scattato dopo i primi tentativi di scasso. La locale Questura provvedeva quindi, come di prassi, ad allertare subito la Centrale Operativa dei Carabinieri di L’Aquila al fine di porre in essere immediatamente uno sforzo congiunto e quanto più imponente per l’individuazione e il fermo dei responsabili, nella convinzione che con ogni probabilità si trovassero ancora sul capoluogo aquilano e potessero avere ancora in animo di tentare altre sortite, magari su obiettivi diversi.

La previsione delle forze dell’ordine non ha tardato ad avverarsi: dopo appena un’ora dal primo evento, la Centrale Operativa dei Carabinieri veniva notiziata da una guardia giurata del danneggiamento di un’altra colonnina self-service, questa volta del distributore “TOTALERG”, sito sulla SS 17 Est in località Sant’Elia. L’immediato sopralluogo sul posto permetteva di appurare che i malfattori avevano abbandonato in loco un telefono cellulare, una smerigliatrice, 2 prolunghe, un paio di guanti da lavoro e un disco abrasivo, utensili lasciati a terra per fuggire frettolosamente e ancora caldi, segno che l’evento si era verificato pochi istanti prima.

Senza soluzione di continuità quindi veniva dato ancor maggiore impulso alle ricerche, con l’impiego in particolare delle pattuglie del Nucleo Operativo e Radiomobile dei Carabinieri di  L’Aquila, della Squadra Volanti della Questura e della Sezione Polizia Stradale di L’Aquila.

Le ricerche e gli sforzi profusi davano i frutti sperati.  Alle 4 e 20 successive, infatti la pattuglia del Nucleo Operativo e Radiomobile intercettava lungo la SS 17 in località Bazzano, con direzione di marcia Paganica, un furgone cassonato marca IVECO, di colore bianco, al quale nonostante venisse più volte intimato l’alt, proseguiva la propria marcia nel tentativo di eludere il controllo. Il mezzo e i suoi tre occupanti venivano definitivamente bloccati all’altezza dell’ingresso del casello autostradale “AQUILA EST”, grazie anche all’ausilio della pattuglia della Squadra Volante della Polizia di Stato  e di quella della Polizia Stradale  di L’Aquila. Lo sforzo congiunto permetteva di bloccare definitivamente i tre individui, rendendo vano qualsiasi loro tentativo di fuggire a piedi per le zone circostanti, approfittando del buio della notte.

Sul furgone, sottoposto a sequestro così come il suo intero carico, veniva rinvenuto numeroso materiale atto allo scasso, tra cui cacciaviti, scalpelli, taglierini, tenaglie, dischi flex per il taglio del ferro, un’ascia, un seghetto in ferro, del nastro biadesivo, guanti e torce.

L’estrapolazione dei filmati dei sistemi di videosorveglianza dei due esercizi commerciali permetteva di raccogliere elementi univoci circa le responsabilità di tutti e tre i rumeni in merito ad entrambi i fatti criminosi. Benchè a volto travisato, infatti, Polizia di Stato e Carabinieri, analizzando i filmati frame by frame, riuscivano con dovizia di particolari a documentare diversi riscontri: a coincidere infatti oltre che la corporatura anche gli indumenti indossati al momento del fermo dai tre cittadini rumeni, perfettamente coincidenti con quelli ripresi dalle telecamere. Anche i dischi flex rinvenuti sui luoghi teatro degli eventi risultavano della stessa marca e modello di quelli rinvenuti sul furgone.

Dalle immagini risultava inoltre possibile ricostruire la dinamica dei due fatti delittuosi: presso il primo distributore “SO.DI.FA. TOTALERG” di Pianola i tre malfattori abbandonavano i loro propositi criminosi a causa dell’allarme dell’esercizio, scattato dopo i primi tentativi di tagliare con il frullino le barriere in ferro a protezione della colonnina self-service, ben consci che l’allarme sarebbe solo il preludio dell’arrivo di lì a poco delle forze dell’ordine; presso il secondo distributore TOTALERG di Sant’Elia, invece, dopo essere riusciti ad aprire con il frullino una prima cassaforte della colonnina, tentavano invano di arrivare ai soldi attraverso una sorta di paletta con alla sommità del nastro biadesivo, strumento sottile  e idoneo al prelievo delle banconote (che una volta raggiunte rimangono attaccate alla paletta) più volte inserito, invano come rilevabile dalle immagini, all’interno di una seconda cassaforte, interna alla prima, caratterizzata da una piccola fessura per il transito del denaro contante che i malfattori non sono riusciti a tagliare. Anche in quest’ultimo caso i tre rumeni con ogni probabilità desistevano dalle loro condotte una volta accortisi del sopraggiungere della guardia giurata.

Al termine degli accertamenti di rito i tre rumeni venivano dichiarati in stato di arresto e tradotti presso la Casa Circondariale di L’Aquila. Nella giornata di domani sarà celebrata l’udienza di convalida e il rito direttissimo. Risponderanno di tentato furto aggravato e continuato in concorso.

Notevole il risultato raggiunto soprattutto in termini di prevenzione grazie allo sforzo unanime e alla totale sinergia di intenti profusi nell’occasione dalle due forze di polizia impegnate.

Sforzo unanime che continua incessantemente anche per la compiuta individuazione di eventuali ulteriori batterie dedite a tale odiosa tipologia di reati, che spesso comportano danni ingenti e gravi ripercussioni sulle attività degli esercizi commerciali colpiti.

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