MARCO RIZZO, SOTTOSEGRETARIO DEL PARTITO COMUNISTA, DOMANI IN ABRUZZO


La presenza del segretario generale del Partito Comunista in Abruzzo è particolarmente significativa in virtù dei drammi sociali che la nostra Regione si trova a vivere da alcuni anni a questa parte. Il Compagno Marco Rizzo, nel corso delle assemblee svoltesi nella mattinata odierna, ha infatti affrontato il tema delle delocalizzazioni che riguardano in particolare la Honeywell in Val di Sangro, che dopo aver ottenuto negli anni piogge di denaro pubblico, decide di collocarsi lì dove il costo del lavoro è più che dimezzato, malgrado i più che positivi fatturati ottenuti con il sudore dei lavoratori abruzzesi. Il Compagno Rizzo, ha ribadito per la Honeywell come per tutte le altre imprese, la necessità di applicare la Costituzione lì dove prevede l’esproprio senza indennizzo e la conseguente nazionalizzazione non solo delle fabbriche ma anche delle banche corresponsabili del disastro finanziario oltre che sociale di questo nostro Paese e di buona parte del mondo.

E’ un pianeta, questo, ha ribadito Marco Rizzo, nel quale sei persone detengono la ricchezza di tre miliardi e settecento milioni di persone. Il Partito Comunista non sottopone oggi un programma elettorale all’attenzione dei lavoratori, ma un programma di lotta teso alla trasformazione della società affinché sia la vera maggioranza a stabilire quale debba essere il suo futuro, composta dalla pluralità della gente che soffre le terribili contraddizioni tra Capitale e Lavoro.

In particolare, il Segretario generale del Partito Comunista ha ribadito la necessità di procedere alla tassazione severa e progressiva che porti chi è ricco a pagare di più, ad una web tax non inferiore al 20%, ad un salario orario minimo pari a € 10,00 (contrapposto all’elemosina schiavizzante del reddito minimo garantito), al ripristino dell’Art. 18, ad una scuola ed una sanità completamente gratuite ed accessibili, al diritto alla casa per tutti espropriando gli immobili detenuti dalle banche e dalle grandi società a fini speculativi. Ha altresì ribadito la necessità di uscire dalle gabbie dell’UE e della NATO partendo dall’eliminazione del vincolo del pareggio di bilancio e proseguendo con l’azzeramento della spesa militare per potenziare le politiche sociali.

 

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