Meteo. Perturbazioni a tratti anche intense in ingresso dal Nord Europa e dal Nord Atlantico. Un nuovo approfondimento meteo ne spiega le conseguenze

Analisi e Approfondimento Meteo. Come vi è stato reso noto negli scorsi aggiornamenti meteo nei quali sono state illustrate dinamiche concernenti la circolazione atmosferica di stampo prettamente autunnale, i movimenti dal punto di vista invernale sono piuttosto attivi sullo scacchiere europeo e euro-mediterraneo. Gli eventi che stanno per raggiungere il suo massimo apice sono riconducibili anche a La Nina che induce la formazione di aree di alta pressione in quota e un dislocamento del Vortice Polare troposferico che sta iniziando ad apparire molto disturbato e vulnerabile nel poter favorire irruzioni d’aria molto fredda soprattutto in quota. Tuttavia, successivamente a tale pattern sinottico sorgono ipotesi anche al suolo, da un incremento delle aree caratterizzate dalla subsidenza atmosferica e differentemente dall’effetto albedo incentivato dalla formazione di origine termica, non più di origine dinamica e semi-permanente come in questi casi, che sta conducendo a delle espansioni all’interno del Circolo Polare Artico da parte dell’Anticiclone delle Aleutine, figura anticiclonica per ora più preponderante rispetto alle formazione dell’Anticiclone russo-siberiano che non sempre viene agevolato dall’origine dall’effetto albedo e non continuamente le masse d’aria gelida di origine polare-continentale e artico-continentale raggiungono l’Europa meridionale e il Mediterraneo, come accadde nel Febbraio 2012, quando diversamente un intenso raffreddamento stratosferico polare incusse l’ondata di gelo di origine siberiana dalle più intense verificatesi nei mesi di Dicembre e Gennaio, come alla continuazione degli altri mesi invernali relativamente miti anche in tali circostanze riguardo la visione d’insieme nonché differentemente da quanto accadde nel ’56 e alla fine degli anni ’80 del 1900. In questo modo, dalle aree occupate dalle intrusioni anticicloniche (avvezione di vorticità negativa) le masse d’aria molto fredda si muovono verso le nostre medie latitudini, l’evento è riconducibile a Waves (onde) attingibili al riversamento e alla formazione della calotta artica oltre ad una serie di innumerevoli fattori che la influenzano in maniera più evidente, la AO negativa (Artic Oscillation), tanto succitata negli scorsi editoriali di approfondimento, senza considerare l’evento mite caratterizzato solo da una successiva variazione dell’indice tele-connettivo OPI (October Pattern Index). L’evento maggiore è il Major Warming, indotto dal riscaldamento stratosferico polare strettamente correlabile ad eventi de El Nino che ha delle importanti influenze, seppur minime sul nostro emisfero, su tutta la circolazione atmosferica, eventi di ENSO negativa che vengono a susseguirsi, in contrasto con il riscaldamento globale, la cosiddetta febbre del pianeta, potrebbero di nuovo influire sulla presenza o meno non solo della calotta artica durante la stagione tardo-autunnale e invernale evidenziando rinforzi delle masse d’aria fredda intorno al Vortice Polare anche durante il periodo estivo che incorpora nuovamente in modo aggiornato e preponderante tutti i territori che fanno parte delle alte latitudini del nostro emisfero boreale proprio dalla diversa distribuzione di temperatura e umidità (NAO, North Atlantic Oscillation) tra oceani e continenti e quel raffreddamento che si sottolinea più esaustivo, ma del ghiaccio estivo, soprattutto quello sottostante e antico, ancora oggetto di studio dei ricercatori scientifici. 

Evoluzione e Tendenza Meteo. L’Anticiclone delle Azzorre non si erge lungo il meridiano di Greenwich e la genesi di un anticiclone groenlandese sta favorendo l’ingresso delle perturbazioni di origine atlantica, a tratti anche intense, dalla convergenza in quota scaturente dal convoglio d’aria successivamente mite e precedentemente fredda sulle regioni settentrionali e centro-settentrionali tra questa domenica 11 e lunedì 12. Le masse d’aria fredda di origine artico-marittima verranno richiamate dal Nord Europa, in particolare dal Vortice Canadese protrattosi verso le medio-basse latitudini dalla formazione di un anticiclone sul Circolo Polare Artico, dalla posizione di provenienza del vortice di bassa pressione dall’arco alpino e dalla Valle del Rodano, esso si sposterà successivamente dalla così denominata e ipotetica “porta della Bora” lasciando relegate nevicate fino a bassa quota su Alpi e Pre Alpi del Triveneto e delle restanti regioni di nord-est (inclusa l’area adriatica e il Veneto, molto colpita la Città di Trieste) nonché sulla pianura romagnola e il resto della Val Padana dove ci sarà l’ingresso di isoterme di -8 e – 12 gradi al di sotto dello zero alla quota di 1400 m, con conseguente modificazioni di queste ultime più basse all’inizio della settimana prossima, ma solo temporaneamente a causa del richiamo molto mite dai quadranti meridionali. Potrebbe esserci la probabilità che, all’assentarsi dei venti di Bora che soffieranno forti su queste aree adriatiche tra lunedì e martedì presentandosi sotto forma di Grecale (da nord-est/est/sud-est), un fronte caldo e occluso in entrata dai settori occidentali non chiusi dall’espansione dell’Anticiclone delle Azzorre lungo il meridiano di Greenwich consenta questa valvola di sfogo nonché il fatto stesso che l’aria di matrice artica-marittima sia ristagnata verso il suolo dopo i rasserenamenti nelle aree interne vallive, quali la conca del Fucino dove l’intensità delle correnti meridionali di Ostro e di Libeccio dal flusso atlantico saranno inizialmente poco intense da consentire nevicate su tutta la Marsica fino a quote relativamente basse anche su parte dell’entroterra laziale, successivamente i fiocchi di neve gireranno in pioggia a causa della variazione dello zero termico, avanzato dalle correnti d’aria fredda che, al cessare dei venti, inizieranno a formare un modesto e a tratti consistente cuscino freddo che fungerà da scalino per l’ingresso d’aria molto mite che, nei bassi strati, salirà tramite il processo di espansione all’interno del profilo molto instabile dell’atmosfera e sarà proprio la dipendenza delle correnti d’aria temperata di richiamo dal Nord Africa, ossia di aggancio al flusso umido atlantico che stimolerà l’ingresso d’aria più mite, la quale si arrampicherà al flusso freddo andandolo lo stesso a scalzare e a distanziare la massa d’aria fredda dal suo luogo d’origine spingendola verso le aree balcaniche facendo sì che entrino altre perturbazioni atlantiche, la quale convergenza al suolo e divergenza al suolo innescherà lo sviluppo di nubi cumuliformi a causa dell’incentivazione dei moti convettivi che, attenendosi alla superficie marina più mite della norma del Mare Nostrum e dei suoi bacini consentono all’indice CAPE di avere un’ulteriore energia termica in grado di ospitare maggiore molecole di H2O a causa della minore agitazione molecolare. La neve tornerà a trasformarsi in pioggia alzandosi insieme allo zero termico fino a quote relativamente medio-alte e, a partire dalla giornata di mercoledì, avverrà un’ennesima avvezione di vortici positiva, proprio quando un altro sistema nuvoloso potrebbe garantire di nuovo il ritorno delle piogge sparse. Torneremo a parlare di altre ulteriori fasi di maltempo, anche invernali nei prossimi aggiornamenti meteo che verteranno anche le giornate natalizie e le festività ad esse attinenti.

Fonte immagine dell’editoriale meteo: https://www.malpensa24.it/nord-neve-pioggia-peggioramento-aria-fredda-dal-europa-dopo-e-atteso-un-altro/

Vi ringrazio e al prossimo aggiornamento meteo.

Riccardo Cicchetti

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