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Meteo: tempo soleggiato e foschie nelle valli. Farà freddo di notte e quanto durerà?


Meteo. Sarà un inizio settimana all’insegna del tempo stabile e soleggiato grazie ad una zona anticiclonica o di alta pressione di natura dinamica e semi-permanente, ossia l’Anticiclone delle Azzorre, che si sposterà dai settori occidentali dell’Atlantico verso est, mantenendo la sua rotta a mo’ di promontorio e dunque estendendosi fino all’Europa centro-settentrionale, sbarrando dunque l’ingresso alle intense perturbazioni e lasciando scorrere con vigore la fine della stagione degli Uragani sull’Atlantico Tropicale tra cui Harvey che ha portato devastazione in Texas, Irma che ha colpito i Caraibi e il resto del Centro America, seguiti da Jose e Maria ed ora anche Mate appena giunto in Louisiana, fortunatamente toccando terra sotto forma di una tempesta tropicale di categoria 1 e portando lo stesso danni e piogge torrenziali, in particolare a New Orleans.

Insomma, una stagione delle piogge iniziata bene, specie in Europa ma soprattutto in America. Sembra invece essere di nuovo il bersaglio di un altro periodo siccitoso proprio la nostra penisola e parte dell’Europa, nei prossimi giorni protette dall’Anticiclone delle Azzorre che, per almeno una settimana, difficilmente sradicherà le sue radici dall’Europa centro-orientale e il Mediterraneo centrale, dando luogo ad una duratura fase di tempo stabile e soleggiato, foschie e nebbie del primo mattino nelle aree vallive o nelle conche delle zone montuose, ove si registrerà una fortissima differenza tra le temperature massime e le temperature minime: incisiva escursione termica. Le massime saliranno grazie all’insolazione e alla Subsidenza atmosferica che comprime l’aria facendo evaporare le nubi, l’irraggiamento serale e notturno farà invece sì che i pendii più freddi scarichino l’aria più fredda in vallata facendo scendere le temperature minime della notte e del primo mattino.

Ebbene, si tratterà di una vera e propria “ottobrata” che pare interessare lo stivale per un’intera settimana prolungando la siccità che, specie da questa stagione estiva, nonostante le ultime piogge, ancora rappresenta un importante livello rischioso, in particolare per il nostro stivale. Seppur possano esserci innocui addensamenti nuvolosi da ovest, essi saranno in veloce attenuazione e, le cosiddette “ottobrate”, continueranno fino al week-end, sin quando l’anticiclone azzorriano di blocco non mollerà la sua presa.

Faccenda per la quale, sulla nostra penisola, persistano aree anticicloniche caratterizzate da scarse precipitazioni sicuramente scatenate al riscaldamento globale che, alterando la circolazione termoalina mediante lo scioglimento dei ghiacci artici, riduzioni della calotta anomale durante l’Estate boreale, aumenta drasticamente la siccità e i brevi periodi alluvionali o fortemente temporaleschi su gran parte della penisola italiana e sul resto del Mediterraneo e fa crescere, allo stesso tempo, il numero e l’intensità degli Uragani atlantici, diretti verso il continente americano e non solo. La situazione di blocco dei prossimi giorni, consentirà alle masse d’aria molto fresca e instabile, di raggiungere aree Subtropicali e aride o desertiche orientali, là dove si verificano tempeste di sabbia, dunque grandi quantità di sabbia e polveri sollevate dalle raffiche discendenti dei temporali che causano piogge a carattere di nubifragio in tali aree geografiche, sulle quali, secondo il loro sistema climatico, in media cadono 100 mm l’anno. In questo casi, invece, cadono più di 100 mm in un giorno e ciò avviene incredibilmente in pieno deserto, confermando il cambiamento climatico in atto volto ad un’estremizzazione dei fenomeni atmosferici anche e soprattutto in aree ove non si sarebbero potuti verificare, quali piogge torrenziali e, ad esempio, le nevicate che imbiancarono il deserto sahariano/algerino nel mese di Dicembre 2016 che raramente si manifestano, basti pensare che l’ultima nevicata c’è stata nel 2013 ad una distanza di tre anni, mentre nel 1979 fu l’anno di distanza nel quale tali zone videro addirittura la neve (più di trent’anni prima). È tutto.

Grazie per l’attenzione.

Riccardo Cicchetti

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