Pescara. Forza Italia: “Le attività sociali non potranno prevedere interventi educativi e culturali inerenti l’orientamento sessuale, oltre che politico e religioso”


Tutte le attività sociali promosse dal Comune, a partire dai servizi rivolti ai minori nei Centri diurni, non potranno prevedere interventi educativi e culturali inerenti l’orientamento sessuale, oltre che politico e religioso. Tutti i progetti che saranno approvati e inseriti nel Piano Sociale dovranno essere inviati, prima dell’attuazione, all’esame della relativa Commissione consiliare e soprattutto, tra le iniziative, saranno cancellate quelle inerenti presunti ‘travestimenti’ o ‘mascheramenti’, o allusioni gender, che nulla hanno a che fare con l’educazione e il sostegno di bambini in condizioni di difficoltà materiale. Dopo giorni di discussione in aula, Forza Italia è riuscita a spuntarla, fissando i primi paletti alla ‘colonizzazione’ del Settore sociale e sventando il tentativo di occupazione del Piano da parte di quelle Organizzazioni e Associazioni che, per la maggior parte, sono concretamente, formalmente, culturalmente e ideologicamente parte integrante della sinistra politica della città. Quel Piano dev’essere apolitico e, se non può divulgare il concetto della famiglia tradizionale, mamma, padre, figlio, perché considerato ‘troppo di destra’, allora non può neanche spingere verso il concetto delle ‘coppie di fatto’, etero od omosessuali, rispettando il privato di ciascun assistito che certamente si rivolge ai Servizi sociali per altri tipi di necessità”. Lo ha detto il Vicecapogruppo di Forza Italia Vincenzo D’Incecco riferendo l’accordo chiesto dalla maggioranza e raggiunto per l’approvazione del Piano sociale.

“Con il Piano Sociale dell’assessore Allegrino e del sindaco Alessandrini – ha ricordato il Vicecapogruppo D’Incecco – si aprono le porte per la colonizzazione del settore Servizi Sociali a opera di fette, associazioni, organizzazioni della città che appartengono dichiaratamente alla parte politica che governa Pescara. È evidente dalla lettura delle carte che oggi è il giorno dell’occupazione, è evidente da come si è gestita la partita. Negli ultimi mesi una grande macchina organizzativa ha messo insieme pezzi della sinistra e ha portato in aula il documento che mette il Piano nelle mani di associazioni che forse poco hanno a che fare con il sociale, dove però ci sono bei soldini. Pensiamo che tra le Associazioni coinvolte c’è la MovimentAzioni il cui Presidente è il segretario provinciale di Rifondazione Comunista, e parliamo di un’Associazione di promozione culturale che ora diventa espressione e referente dell’Area Minori. E pensiamo che per mesi l’Ufficio di Piano ha lavorato a tavolino ascoltando l’Associazione ‘MovimentAzioni’ per la stesura del documento nominandola responsabile dei servizi per l’infanzia. Prima questo non è mai accaduto, prima il centro-destra faceva lavorare solo chi operava realmente nel sociale, non chi faceva solo colonizzazione ideologica. Pensiamo che a Pescara ora abbiamo l’Arci che non fa assistenza sociale, ma è stata coinvolta nel Piano sociale per preparare ‘piattaforme digitali’ in cui registrare i dati sulla povertà. Pensiamo che nel Piano Sociale compare un’Associazione, Metro Olographix, dell’ex consigliere di quartiere di Sinistra Lucia Zappacosta, Associazione che ha come oggetto sociale il riuso e il riciclo di materiale, dunque che non svolge attività ‘sociale’, e che pure è stata ammessa nel Piano Sociale per un fantomatico progetto di ‘riqualificazione delle periferie’ che costerà migliaia di euro. Il Piano Sociale – ha aggiunto D’Incecco -, al di là del lavoro cartaceo, è chiaramente il frutto di chi oggi ha deciso di occupare un settore della pubblica amministrazione, ma questo creerà problemi e dissensi in seno alla stessa maggioranza politica del Comune in cui, se si è riusciti a placare il duo Teodoro-Pignoli, che ora magari si gestirà il Pronto Intervento Sociale, si alzerà la voce di chi è rimasto fuori dalla partita. Una partita in cui la giunta Alessandrini ha deciso di appaltare tutto ad alcuni pezzi della sua maggioranza. Contro il Piano abbiamo presentato circa 130 emendamenti correttivi e di sostanza, puntando in particolare sulla tutela dei minori, chiedendo, tra l’altro, un aumento dei fondi destinati all’Affido familiare, con la realizzazione della Casa dell’Affido; chiedendo di stabilire una riserva di posti prioritari per i pescaresi che iscrivevano i propri bambini ai nido comunali; chiedendo di stanziare fondi per promuovere, in ottemperanza a quanto previsto dalla Costituzione Italiana, il concetto della società basata sulla famiglia tradizionale. Ed è stato questo punto che ha messo in crisi lo stesso Pd, dilaniato tra ‘tradizionalisti’ e quei riformisti guidati da Sinistra Italiana, la quale, addirittura, aveva invece inserito la previsione di iniziative didattiche per i bambini nei Centri diurni con ‘mascheramenti’ per divulgare il concetto della ‘famiglia moderna’ o del gender. Dopo giorni di confronti – ha proseguito il Vicecapogruppo D’Incecco – oggi l’abbiamo spuntata, eliminando dal Piano, attraverso un emendamento, tutto ciò che contiene allusioni ideologico-sessuali all’interno del Piano”. L’emendamento interviene sul Regolamento per la co-progettazione dei Servizi del Piano sociale, che dovrà tornare in aula, e prevede che ‘Il Regolamento nel prevedere e disciplinare le attività da svolgere in co-progettazione con gli Enti del Terzo Settore, con particolare riferimento ai Servizi rivolti ai minori, dovrà stabilire in maniera espressa che le stesse siano riferite esclusivamente all’aiuto, cura e sostegno degli utenti interessati. Altresì, nel rispetto del principio di libertà ed eguaglianza stabilite dall’articolo 3 della Costituzione Italiana, il predetto Regolamento deve specificare che i servizi in co-progettazione non possono prevedere interventi educativi e culturali inerenti l’orientamento sessuale, religioso e politico. La Regolamentazione dovrà prevedere altresì adeguate forme di controllo e monitoraggio da parte degli Uffici del Servizio Politiche Sociali, in ordine al rispetto di quanto previsto nel precedente capoverso. Per quanto riguarda i Progetti approvati, gli stessi saranno trasmessi alla competente Commissione Consiliare ai soli fini informativi’. Complessivamente sono sette gli emendamenti proposti dal centro-destra e inseriti nella delibera del Piano sociale ovvero, oltre ai Servizi per i minori, sono i seguenti: l’aumento delle ore di assistenza per l’autismo; l’aumento dei contributi per le famiglie che aderiscono al programma dell’Affido familiare; l’individuazione in tempi certi, ovvero entro il 2017, della Casa per l’Affido familiare; la velocizzazione dei tempi per la liquidazione delle spettanze nei confronti delle famiglie che aderiscono all’Affido familiare, e che entro 30 giorni vanno compensate; l’introduzione di punteggi premianti per le famiglie che risiedono a Pescara e che iscrivono i propri bambini ai nidi comunali; l’adozione di iniziative di contrasto contro l’accattonaggio minorile. “Ovviamente – ha aggiunto il Vicecapogruppo D’Incecco – si tratta di paletti che, da questo momento, ci impongono massima vigilanza su qualunque iniziativa verrà intrapresa e promossa dal Settore Servizi sociali, che abbiamo cercato di migliorare con i nostri emendamenti, conservando però un giudizio fortemente negativo sui tagli operati dalla giunta Alessandrini a servizi essenziali introdotti dal centro-destra, come il Fondo di sostegno al reddito che rappresentava una ciambella di salvataggio fondamentale per coloro che si ritrovano in uno stato di improvvisa difficoltà per la perdita del lavoro, un taglio che testimonia l’indifferenza della sinistra verso le vere ‘emergenze’ sociali propinando un documento che nella stragrande maggioranza delle previsioni è solo un ‘libro dei sogni’”.

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