Pescara, Foschi (Pescara Mi Piace) su ordinanze e alchimie per l’assegnazione alloggi ai cittadini di via Lago di Borgiano


 

“Cinque ordinanze sindacali, tre delibere e svariate determine dirigenziali: mancano i giochi di prestigio per l’assegnazione dei nuovi alloggi ai cittadini di via Lago di Borgiano e la frittata è fatta. Onestamente facciamo difficoltà a comprendere perché il sindaco Alessandrini stia cercando di complicare le procedure per gestire la situazione. L’assegnazione dei nuovi alloggi è una materia che attiene esclusivamente la Commissione Erp e Mobilità, regolarmente ricostituita da fine maggio e dunque nel pieno delle sue funzioni, Commissione che ha dei criteri oggettivi per individuare chi ha diritto alla casa e redigere la relativa graduatoria, senza alcuna interferenza da parte della giunta comunale. In secondo luogo, a fronte di 83 famiglie sgomberate, Comune di Pescara e Ater hanno già 100 alloggi immediatamente disponibili da poter riassegnare oggi stesso: sono le 100 case occupate abusivamente, regolarmente censite, che entro ventiquattro ore il sindaco Alessandrini può far sgomberare, svuotare e riassegnare, esattamente come prevede la legge 96 del ’96. A questo punto attendiamo di capire perché il sindaco non proceda, peraltro omettendo l’applicazione della normativa stessa e su questo dovrà fornire spiegazioni e chiarimenti”. A dirlo è stato Armando Foschi, membro dell’Associazione ‘Pescara – Mi piace’, che sta seguendo il ‘caso’ di via Lago di Borgiano.

“Non è chiaro se a gestire l’emergenza di via Lago di Borgiano sia un sindaco supportato da leggi e normative, o se siano arrivati Mago Zurlì e Fata Morgana con i propri folletti – ha ironizzato Foschi –. La situazione di emergenza odierna ricalca in tutto e per tutto quella vissuta e risolta in poche ore anche dal Governo di centro-destra, nelle stesse identiche modalità, quando abbiamo dovuto sgomberare i palazzi di via Trigno e via dei Petruzzi, anch’essi inagibili, trovando una sistemazione alternativa agli inquilini. I fascicoli delle 83 famiglie sgomberate oggi da via Lago di Borgiano devono essere passate alla Commissione Erp-Mobilità che, operando al di sopra di ogni possibile equivoco o sospetto, ha il compito specifico di individuare le famiglie che hanno diritto a ottenere una nuova casa, stilando la relativa graduatoria sulla base di criteri oggettivi e soggettivi tutti stabiliti dalla legge regionale 96/96, dunque valutando redditi, situazione familiare, eventuale presenza di minori, anziani o disabili. Non servono procedure cervellotiche, non servono ordinanze o delibere per precisare non si capisce cosa, ma soprattutto non servono interferenze politiche, ossia la giunta comunale deve tenersi al di fuori da tale procedura, e francamente il clima da lotteria di Capodanno creato dal vicesindaco Blasioli, sempre sul punto di annunciare il primo nome uscito dalla ruota per avere un nuovo alloggio, non è comprensibile né adeguato alla situazione. Intanto non comprendiamo perché, a una settimana dall’ordinanza di sgombero degli 83 alloggi di via Lago di Borgiano, Comune e Ater non abbiano ancora provveduto a riassegnare gli alloggi agli aventi diritto. L’Ater parla di soli 8 alloggi disponibili e di 46 unità da ristrutturare – ha proseguito Foschi -, e allora è il caso che Ater e Comune rivedano i propri conti. A oggi su Pescara ci sono ben 100 alloggi non assegnati e disponibili: sono le 100 case occupate abusivamente che possono essere liberate in meno di ventiquattro ore. Peraltro l’articolo 34 della legge 96 è molto chiaro in tal senso, laddove prevede la decadenza al diritto all’alloggio per chi ha occupato la casa senza averne né titolo né diritto. E non solo: a fronte di una dichiarazione di decadenza, la legge impone che il sindaco provveda allo sgombero dell’alloggio entro 60 giorni, con una possibilità di proroga non oltre i 6 mesi dello sfratto esecutivo. E allora chiediamo al sindaco Alessandrini di ufficializzare quante decadenze ha eseguito dal giugno 2014 a oggi a fronte di 100 alloggi occupati abusivamente? La legge prevede anche altri casi per i quali scatta la decadenza dal diritto all’alloggio: se, ad esempio, l’alloggio viene utilizzato per commettere reati, come lo spaccio di droga, e c’è una flagranza del reato; se l’abitazione resta inutilizzata dal legittimo assegnatario; o se cambiano, con gli anni, anche le condizioni economiche dell’assegnatario, che vanno sottoposte a costante verifica. Ebbene, a Pescara risultano esserci tali situazioni, con relativi provvedimenti di decadenza dichiarati, ma nessuno sa dire quanti di questi provvedimenti poi siano stati realmente attuati. La legge impone, in tutti questi casi, al sindaco di attivarsi, non è una facoltà o una libera scelta, ed è evidente che, a fronte di una simile emergenza, quell’obbligo diventa ancor più impellente, rischiando, in caso contrario, una omissione. Su tale punto chiediamo anche l’intervento del Prefetto Provolo, rappresentante dello Stato sul territorio affinchè, a sua volta, rammenti al sindaco Alessandrini i propri inderogabili doveri di pubblico amministratore”.

 

Redazione.

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