PETTINARI: PESCARA UNA CITTÁ PERICOLOSA E FUORI CONTROLLO


Domenico Pettinari, vice Presidente del Consiglio Regionale

Ancora un atto di violenza di branco, ancora Pescara, ancora ragazzi giovani a esserne vittime. Chi continua a nascondere la realtà dicendo che Pescara è una città tranquilla in cui va tutto bene, fa del male ai cittadini. Non si può nascondere la polvere sotto al tappeto, chi lo fa dovrebbe vergognarsi, tacere e iniziare ad agire”. Lo sfogo arriva dal Vice Presidente del Consiglio regionale Domenico Pettinari che continua: “Lo andassero a raccontare alle mamme dei tanti ragazzi, picchiati brutalmente sulle vie della nostra città negli ultimi mesi, che a Pescara va tutto bene. Voglio ringraziare gli organi di stampa che raccontano la crudele quotidianità e tengono acceso un riflettore sull’emergenza sicurezza. Continuare a nascondere è un atteggiamento ipocrita e vigliacco. Ora basta! Ogni giorno – incalza Pettinari – ricevo decine di telefonate di cittadini che hanno paura di passeggiare di sera anche tra le vie del centro, non solo in periferia. Mi chiedono di fare qualcosa, di continuare a denunciare, di non fermarmi. I pescaresi perbene hanno paura e questo è il più grande fallimento di chi amministra la nostra città e la nostra Regione.  Qualche giorno fa, mentre passeggiavo vicino al mio ufficio, a Zanni, sono stato anche io raggiunto da un gruppetto di teppistelli, che con fare minaccioso mi hanno insultato con parole pesanti. Non è successo niente di grave solo perché ho volutamente mantenuto un comportamento non conflittuale e sono rientrato velocemente in ufficio senza rispondere alle loro provocazioni. È normale tutto questo? È normale aver paura di passeggiare? È normale dover correre per ripararsi in ufficio? No, non è normale. È una vergogna che deve finire. Le istituzioni preposte facciano presto perché il tempo è finito. Prima di ogni cosa devono riconoscere il fenomeno e devono decretare l’emergenza sicurezza – afferma il 5 stelle – poi devono intensificare i controlli, istituire unità di Polizia fisse nelle zone calde ed nelle zone della movida, facendosi assistere, dove serve, anche dall’esercito come ausilio alle forze dell’ordine. Ma per far arrivare rinforzi militari, è necessario che politica locale e le istituzioni preposte al controllo e alla sicurezza pubblica, decretino l’emergenza. Lo faranno? Quanti atti di violenza dovranno accadere prima che si decidano? Purtroppo sono pessimista perché probabilmente è difficile ammettere che la città è fuori controllo e chiedere aiuto. Per  qualcuno, potrebbe risultare un’ammissione di fallimento. Ma è questa l’unica soluzione possibile. Si agisca prima di dover piangere altri morti” conclude.

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