POLEMICHE POLITICHE: CELANO. SICURI DELLA SUA TRASPARTENZA, IL CONSIGLIERE RICCI ORA RIFERISCA IN CONSIGLIO COMUNALE DEI SUOI PLURIMI INCARICHI PUBBLICI


La regola fondamentale della politica è molto semplice: governa chi ha consenso, che è costruito sulla base di idee, progetti e proposte. Una formula che non nasconde nessuna strana o misteriosa alchimia. Mi propongo, presento il mio programma amministrativo e politico e affido l‘esito al buon senso dei cittadini, al popolo elettore, che emette il proprio insindacabile verdetto. Ergo, se raggiungo il consenso necessario sarò chiamato a governare, di riflesso se il consenso è scarso o quasi nullo, dovrò accomodarmi con buona pace sui banchi dell’opposizione e impegnarmi per svolgere il mio ruolo con responsabilità e trasparenza. Troppo facile e bello si potrebbe obiettare. In effetti il mondo della politica sempre più spesso ci presenta delle sorprese. Alcune prevedibili, altre oltremodo sorprendenti. Più avanti scopriremo come da parte di alcuni si tende a predicare onestà, trasparenza e imparzialità, mentre il loro sottobosco è fitto di incarichi, parcelle e privilegi, frutto di una illogica, e spesso ignota ai più, spartizione delle posizioni di potere. Ci spieghiamo ancor meglio. Mentre da un lato i nuovi Rousseau della politica nostrana sbraitano, sventolano carte giudiziarie, predicano l’onestà e quant’altro, dall’altro, in silenzio coltivano il loro, non tanto misero oseremo dire, orticello. A chi ci riferiamo? Alla luce delle ultime sortite sui mass media è d’obbligo stigmatizzare il ricco palmares di Gaetano Ricci, attuale consigliere di minoranza, subentrato al dimissionario Gesualdo Ranalletta. Ebbene, come si evince leggendo il suo curriculum e facendo alcune ricerche online del suddetto Ricci, un dato sorprendente balza subito agli occhi: è o è stato componente di consorzi ed aziende territoriali abruzzesi come revisori dei conti, tra le quali: ACIAM Spa, ATER Lanciano, Consorzio di Bonifica Interno “Bacino Aterno e Sagittario”, Consorzio di Bonifica Ovest. La domanda sorge spontanea allora: chi ha indicato Ricci per tali incarichi? Ha partecipato a selezioni o ha risposto ad avvisi pubblici? A quanto ammontano le sue indennità? Vista la sua attuale posizione di Consigliere comunale potrebbe palesarsi una qualsivoglia incompatibilità? All’atto dell’insediamento ha provveduto a notificare la sua posizione al Consiglio comunale? Come, proprio lui, che utilizzando lo strumento mediatico getta ombre sull’operato dell’attuale maggioranza consiliare, colleziona incarichi anche ben retribuiti? Proprio lui che ha già un lavoro ben remunerato, toglie spazio a validi professionisti con partita iva?
A questo punto, vista la sua attività amministrativa nel rivolgere interrogazioni all’attuale maggioranza consiliare, di certo nel prossimo Consiglio comunale, provvederà a riferire su incarichi ed eventuali incompatibilità.
Sarà che dal momento della scomparsa delle ideologie e con esse dei grandi partiti tradizionali, da qualche tempo assistiamo ad un teatrino popular-qualunquista che toglie spazio ai programmi da illustrare ai cittadini, regalando visibilità eccessiva a soggetti, individuali o collettivi, che poco hanno da spartire con la politica, in senso letterale e filosofico del termine. Nell’ambito della amministrazioni locali, poi, il quadro generale è ancora più sconfortante, ove si pensi che la maggior parte delle azioni politiche vengono svolte o attraverso una sorta di diffamazione gratuita attraverso i mass media o con l’ausilio di autorevoli componenti estranee ai canoni dell’andamento politico-amministrativo. Organi essenziali dello Stato, quale può essere senz’altro la Magistratura, vengono usati da tali soggetti per condurre non una vera e propria azione di carattere generale e quindi di sostegno alla collettività. Al contrario viene usato il grimaldello della Giustizia per azioni di disturbo, meglio ancora di distruzione di quanto realizzato fino a quel momento da persone che intendono la politica come passione negli interessi della collettività. Che poi si rovini la vita delle persone e la città sprofondi nel baratro più profondo non conterà mai nulla.
Infine, alle interrogazioni fatte dal consigliere Ricci abbiamo prontamente risposto tramite PEC e lo abbiamo fatto nei giusti canali istituzionali e non sui social network. Forse Ricci pensa che il giusto canale istituzionale sia Facebook e non il Consiglio comunale, forse pensa che le elezioni si vincano con i Like, cosa nettamente smentita solo pochi mesi fa con lo scarto numerico di voti più importante nella storia delle elezioni di Celano!

IL GRUPPO CONSILIARE DI MAGGIORANZA

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