RICERCATRICE 42ENNE PESTATA A SANGUE PER ESSERSI PRESA CURA DI ALCUNI CAGNOLINI DENUTRITI


Per Orlando la vacanza si è trasformata in un incubo a partire dal 4 agosto. “Come ogni mattina – ha raccontato -, sono uscita con il mio cane Charlie per fare una passeggiata. A un tratto, ho sentito dei guaiti provenire da sotto un’auto, posteggiata nei pressi della mia abitazione. Ho riportato a casa Charlie e sono uscita nuovamente per capire cosa fossero quei lamenti. Ho potuto notare una cagnolina, denutrita, con il collarino e tre cuccioli, anche loro molto debilitati”. La ricercatrice ha quindi contattato l’Enpa affinché si prendesse cura degli animali. I volontari le hanno però comunicato che sarebbero arrivati dopo tre giorni.

La sera stessa, la ricercatrice si stava recando nuovamente dai cagnolini per dare loro da bere quando è “stata aggredita con cattive parole, da una signora che mi si è fatta incontro gesticolando – ha spiegato -. Gridando, mi accusava di aver lasciato le ciotole vicino la sua porta. Ho spiegato che non ero stata io a metterli lì e, intanto per paura di rappresaglie, sono rientrata in casa. Anche i cagnolini impauriti per le urla della donna mi hanno seguito, tanto che li ho fatti entrare nel mio cancello”.

Due giorni dopo, il 6 agosto, l’aggressione vera e propria. Di sera, quando i cagnolini erano già stati presi in carico dall’Enpa, “la signora che mi aveva insultato, il marito, il figlio e la fidanzata del figlio, mi hanno sbarrato la strada. Hanno iniziato a minacciarmi e intanto si avvicinavano a me. Ho cercato di chiamare con il cellulare i carabinieri, ma non me l’hanno permesso. La prima a farsi avanti è stata la signora che mi ha schiaffeggiato e con le unghie mi ha graffiato il viso, poi il marito mi teneva le mani, mentre la fidanzata del figlio, sempre con le unghie mi ha ferito la schiena e cercava di tapparmi la bocca per non farmi gridare. Infine il figlio, ha iniziato a prendermi a pugni e non ho potuto difendermi visto il suo fisico muscoloso. Mi ha colpito ovunque: in faccia, negli occhi, nello stomaco. La strada è trafficatissima, ma nessuno ha osato soccorrermi. Sono riuscita a raggiungere casa trascinandomi”, ha affermato la ricercatrice, che ha denunciato l’aggressione prima ai carabinieri di Paola poi ai quelli di Potenza.

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