Tagliacozzo, un Piano Regolatore generale a crescita zero per poter crescere davvero

Conferenza stampa affollata, stamattina, a Tagliacozzo, per la presentazione, dopo 10 anni di attesa, del nuovo piano regolatore generale comunale. Il sindaco Maurizio Di Marco Testa ha affermato: «Le parole d’ordine del nuovo PRG? Eco-sostenibilità e trasparenza». Centri storici delle frazioni e verde pubblico verso una nuova era urbanistica.

 

Un architetto, un ingegnere, un geologo ed un sindaco di città in mezzo a tanta gente, con una promessa nella testa, che ha profumato quasi di scommessa. Nella città d’arte di Tagliacozzo si cresce grazie alla strategia del ‘riuso’ edilizio. Stamani, presso la sala consiliare del Palazzo di città, è stato presentato alla popolazione il nuovo Piano regolatore generale, redatto da un manipolo di eccellenze tecniche, di concerto con i membri della Giunta e del Consiglio comunale. A fare gli onori di casa, il primo cittadino di Tagliacozzo, Maurizio Di Marco Testa, che ha illustrato, in sede di conferenza, «la rivoluzione verde ed artistica contenuta nel nuovo strumento urbanistico».

 

Il ‘dietro le quinte’ tecnico del Comune, quindi, è uscito fuori dai propri uffici pubblici per esemplificare il nuovo modo di vedere e, soprattutto, di vivere la città sotto ai propri piedi. «Il nuovo Piano Regolatore generale – ha affermato il sindaco – è basato su linee guide approvate dal Consiglio comunale già nel 2013. Un occhio di riguardo è stato gettato ai centro storici delle frazioni di Tagliacozzo, i quali sono stati saccheggiati, in questi anni, in merito ad uno sviluppo edilizio abusivo».

 

A fronte di ciò, le zone limitrofe dei centri storici delle dieci frazioni sono state inserite in un piano di recupero specifico, in seno al nuovo PRG. Hanno presenziato alla conferenza stampa, al fianco del primo cittadino di Tagliacozzo, il geologo Monaco e l’ingegnere Anna Calzetta, responsabile dell’area urbanistica del Comune. «Io, assieme alla mia amministrazione, – ha spiegato Testa – ho preso l’impegno di redigere un Piano regolatore trasparente, proprio per evitare che qualcuno possa dare adito a dei noiosi favoritismi». In base al decreto ministeriale 1444, inoltre, i piani di lottizzazione devono necessariamente contenere delle aree destinate ai servizi e agli ‘angoli verdi’ per una misurazione totale pari a 18 metri quadrati per abitante. Tagliacozzo, però, ha voltato pagina anche su questo specifico punto, decidendo di dedicare allo sviluppo ‘green’ ben 40 metri quadri per ogni singolo cittadino.

 

Il rispetto della vocazione prevalentemente turistica del territorio, collegato alla riqualificazione di aree produttive già esistenti (come, ad esempio, le zone interessate da maneggi) ed un piano regolatore ad hoc per il comprensorio di Marsia – che punta a conservare la sua integrità naturalistica – sono gli altri fiori all’occhiello del nuovo strumento urbanistico. A capo della bozza e della redazione finale del nuovo Piano Regolatore, unico su panorama abruzzese in merito ad alcuni aspetti trattati, l’architetto Conte, che ha lavorato sui binari d’inchiostro gettati su carta, a suo tempo, dal Consiglio comunale stesso. Il nuovo Piano regolatore andrà, non appena protocollato, a sostituire il vecchio strumento urbanistico datato 1971. «Con l’amministrazione Testa, – ha affermato l’architetto – sono coincise finalmente le rotte fra amministrazione e tecnici. Dopo una prima fase dedicata al recupero del centro storico di Tagliacozzo, ora è toccato al riuso edilizio l’essere studiato ed applicato a tappeto. Questa strategia andrà a riguardare tutti gli immobili dismessi e fatiscenti presenti in città. Più attenzione, poi, all’aspetto sismico di Tagliacozzo; in ciò ricade l’oculata scelta di annettere al team del PRG un geologo incaricato dalla Regione, che si è occupato di redigere uno studio tematico apposito». Da qui, il nome di ‘Piano regolatore a crescita zero’, proprio perché non permette di aggiungere nulla in termini di incremento volumetrico, ma tenta, invece, di riempire le lacune cittadine, attraverso il recupero di quelle aree ‘vuote’ che, per circa 30 anni di tempo a questa parte, non sono mai state oggetto di sviluppo. Grande (e apparente) assente, poi, l’area destinata allo sviluppo dell’edilizia scolastica. «Vi sono ancora alcuni nodi da sciogliere in merito. – ha specificato il sindaco – Si pensa, comunque, ad una prospettiva di incremento. Mi auguro, un giorno, di poter abbracciare, nei piani e nei pensieri futuri della mia città, anche un polo universitario. Vietato, quindi, mummificare il territorio – ha ribadito a gran voce il sindaco in conclusione – Tagliacozzo fonda oggi il concetto di sviluppo rispettoso».

 

 

 

 

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