Abruzzo, Michele Fina escluso dalle liste PD: “La prossima volta spero di essere ancora un ragazzo”

 

Abruzzo. “Michele Fina, classe 1978, abruzzese, coordina l’associazione “Futura Abruzzo”, collabora con il Ministro della Giustizia e fa parte dell’Assemblea nazionale del Partito Democratico – si legge sull’Huffington Post – . È stato capo Segreteria del Ministro dell’Ambiente Andrea Orlando – si legge ancora – e ha fatto parte del Cda dell’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale). Dal 2004 al 2010 è stato Assessore alle Risorse naturali e alla Protezione civile della Provincia dell’Aquila. Dopo un lungo impegno nella Sinistra giovanile, dal 2007 al 2011 è stato segretario provinciale del Pd dell’Aquila e, in seguito, si è occupato di Politiche del paesaggio nel Pd nazionale. È autore, insieme a Gianluca Lioni, del libro I cento discorsi che hanno segnato la storia.”

Si parlava di una sua candidatura nelle liste del Partito Democratico, alle Politiche del 4 marzo, in virtù di un ricambio generazionale che avrebbe dovuto travolgere il partito. E invece sono arrivati gli inserimenti nelle liste di trombati, riciclati, ma il suo nome è assente. Michele Fina continuerà a fare quello che ha sempre fatto, portare avanti il suo impegno con passione e dedizione. Ma, probabilmente, anche con qualche rammarico. Fina ha affidato le sue impressioni ad un lungo post su Facebook:

 

La prossima volta spero di essere ancora un ragazzo.

Certo non per l’età: giovane non lo sono più da un pezzo, ammesso che lo sia mai stato (al liceo, un modo per farmi incazzare davvero quando giravo con la sciarpetta rossa e una famosa cartellina con i regolamenti e le leggi, era dirmi “giovane”).

Piuttosto perché ho sempre fatto quello che mi ero ripromesso quando ho iniziato ad impegnarmi in politica: misurare il valore delle idee per quanto esse ti costano, non per quanto ti fanno guadagnare.

È vero, in questi giorni il mio nome è girato (un po’ troppo) in relazione alle elezioni politiche. Ho detto in un’intervista televisiva che l’eventualità un po’ mi meravigliava, sentendomi da qualche anno abbastanza distinto e distante dalle principali personalità del Pd abruzzese.

Mi è stata comunque chiesta una disponibilità. Gli amici più protettivi mi hanno detto: “lascia perdere, la competizione è troppo difficile”; gli amici più saggi invece: “è in questi momenti che bisogna essere disponibili a non tirarsi indietro e a combattere in prima linea”. Poi il sostegno di tanti amministratori e attivisti con i quali ho condiviso mesi e anni di impegno su tanti temi del territorio e che ringrazio di cuore.

Mi sono detto disponibile ad esserci. Ma solo con le mie idee, il mio stile e le mie convinzioni. Per questo ho detto in tutti gli incontri quello che penso: che spero il centrosinistra possa riuscire a raccontare con orgoglio ma anche con tanta umiltà questi anni di governo nazionale e regionale. L’orgoglio di chi ha fatto passi avanti su numerosi fronti in condizioni proibitive; l’umiltà di chi sa riconoscere con sincerità errori e ritardi da correggere e colmare nel futuro. Testimonierò comunque al mio meglio queste convinzioni nei prossimi giorni fino al 4 Marzo.

Sì, sono stato sempre netto e chiaro. Forse anche duro e schietto. Ho detto che penso sia arrivato il momento di un ricambio della classe dirigente nel nostro territorio. Ho detto che credo questo sia il modo migliore per tornare a colmare un solco di diffidenza tra noi e molti cittadini. Ho pensato ai tanti della mia generazione con i quali ho condiviso tanto in questi quasi venti anni di impegno; molto più bravi di me, usati, cacciati, consumati. Per loro mi sento responsabile; per non essermi battuto con più forza e determinazione. Anche per loro non ho ceduto all’idea di rincorrere compromessi personali, conditi di ipocrisie. Ho fatto lo stesso sei anni fa, decidendo di andare altrove, ricominciando da zero.

Alla fine è stata adottata nei vertici un’altra linea, dalla quale sono scaturite le candidature in campo. Una linea rappresentata, tra gli altri, da Giovanni Lolli che del Pd della provincia dell’Aquila ha la massima responsabilità istituzionale. Una linea interpretata poi dai vertici regionali e nazionali del Pd.

Per tutto questo non leggete il mio nome tra i candidati. Per tutto questo mi vedrete allo stesso modo, come sempre, impegnato per la mia parte politica. Per tutto questo la prossima volta spero di essere ancora un ragazzo; che non ha perso il filo della coerenza della propria storia, “all’origine di quello che sono”.

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