Si è tenuta sabato 29 Marzo presso Fondazione La Rocca, sita in via Paolucci 71 a Pescara la presentazione del libro di poesie di Annalisa Potenza “Una nuova visione: un viaggio nei sentimenti e nelle emozioni”.
L’inizio dell’evento è stato scandito dai saluti dell’Assessore alla P.I. del Comune di Pescara Valeria Toppetti e dall’ intervento di Nicolina Galassi, titolare della Drakon Edizioni.
Ha presentato e moderato Beniamino Cardines. Hanno dialogato con l’autrice Giulia Di Giampaolo e Manuela Di Dalmazi.
Il pomeriggio è stato allietato dagli intermezzi musicali di Maria Gabriella Ciaffarini e di Alessandro Bompensa.
Si sono susseguite le letture di alcune suggestive poesie tratte dal libro da parte dei seguenti autori: Sandra De Felice, Marco Tabellione, Alessandro De Cerchio, Alberto La Morgia, Francesco Di Rocco, Giulia Madonna, Miriam Giuliani, Mara Motta, Mariarosa Viglietti, Matteo Biancospino, Simona Novacco, Lucio Vitullo, Alessio Scancella.
Sono stati presenti i seguenti autori: la giornalista Francesca Di Giuseppe, Patrizia Splendiani, Lucio Morelli, Ettore Le Donne, Annarita Pasquinelli, Laura Mancini, Giuliano Cotellessa, Carlo Giulio Pezzi, Carlo Di Carlo, Rossella Caldarale, Gabriella Delle Vedove.
Scrive Annalisa Potenza, docente e scrittrice, fondatrice del gruppo culturale “Creazionismo per una nuova era”: “Questo libro nasce dal desiderio di effettuare insieme al lettore un viaggio all’interno dei nostri principali sentimenti ed emozioni, al fine di ascoltarli e comprenderli attraverso una modalità diversa, quella poetica. Ciò a partire dal presupposto che, se tutti ci caratterizziamo per la nostra inconfondibile unicità, condividiamo con gli altri elementi comuni tra i quali il corpo, la coscienza, la mente, le emozioni e i sentimenti. Il tragitto evolutivo compiuto dall’umanità nel corso dei millenni, ci ha permesso di diventare sempre più consapevoli delle dinamiche che si manifestano a livello sia del corpo che della psiche, grazie alle scoperte avvenute, soprattutto negli ultimi anni, in ambito scientifico, in particolare in seguito agli studi sul cervello.
In un mondo sempre più globalizzato, interconnesso e complesso è richiesta una gestione consapevole delle risorse non solo del Pianeta ma anche individuali. In questo senso, la ragione e l’intelligenza, utilizzati in modo corretto, si rivelano strumenti utili a portare luce dove è buio, a fare chiarezza sulle nostre dinamiche consce e inconsce e a rendere la nostra sfera interiore un tutto armonico, poiché il presupposto per vivere nella realtà esterna è stare bene prima con se stessi. Possiamo paragonare il percorso della vita ad un viaggio nel quale assecondiamo desideri e programmiamo obiettivi, mettiamo a nudo le ferite e proviamo a guarirle, troviamo insieme alle altre persone nuove strategie di comunicazione e di pacifica convivenza. Durante il nostro percorso di vita, la conoscenza e gestione delle emozioni, chiamata anche Educazione emotiva, ci consente di vivere meglio.”
L’intelligenza emotiva rappresenta quel passaporto indispensabile per esplorare i meandri più reconditi dell’anima e per costruire legami autentici e solidi. Se la si ignora o non la si coltiva abbastanza si rischia di non possedere quella chiave di lettura imprescindibile per comprendere appieno l’essere umano. In una realtà che vira sempre di più verso l’omologazione e l’automazione, in cui sovente mancano le basi per rapportarsi al prossimo in modo adeguato e costruttivo, l’educazione all’intelligenza emotiva diventa la materia più importante da studiare nelle scuole e da divulgare in ogni ambiente e settore. Si configura, inoltre, come un argomento quasi rivoluzionario e un delicato e, al contempo, incisivo grido di protesta contro gli stereotipi imposti dalla società odierna che mirano alla costante esaltazione dell’effimero e dell’apparenza, veicolando a gran voce messaggi distorti e infarciti di sterili luoghi comuni. I più giovani, in particolare, ne risentono e rischiano di esserne totalmente tramortiti e profondamente segnati.
Diviene assai labile quel confine tra il bene e il male, col risultato che spesso, purtroppo, si tende a giustificare atti di meschino bullismo in semplici giochi scherzosi o a non avere più la contezza di ciò che realmente vale nella vita, ossia dei principi sani che sono gli unici a poter davvero forgiare la personalità di un individuo. Occorre, dunque, necessariamente inculcare, tramite l’educazione all’intelligenza emotiva, la cultura del rispetto, dell’accoglienza, della libera espressione di se stessi, dell’ascolto attivo, della sincera empatia e della comprensione delle problematiche altrui. Solo conoscendo il linguaggio dell’anima ci si può relazionare al prossimo nel modo più gratificante e consapevole.
Per tutte queste motivazioni il gruppo culturale fondato da Annalisa Potenza ha inviato al Ministro della P.I. un documento finalizzato a fare diventare legge questa Educazione.
In attesa della sua approvazione, alcune scuole si stanno attivando in maniera autonoma con specifici progetti.
(Dott.ssa Alessandra Della Quercia)