Secondo il presidente dell’ordine dei biologi italiani Vincenzo D’Anna, l’equipe del laboratorio dell’Ospedale Sacco di Milano avrebbe isolato un ceppo nostrano di Coronavirus. Sarebbe un virus del tutto italiano esistente negli animali allevati nelle terre ultra concimate con fanghi industriali del Nord e non avrebbe nulla a che fare con quello cinese che proverrebbe dai pipistrelli. Di conseguenza, le fonti di contagio sarebbero due: uno pandemico a diffusione lenta attraverso i viaggi degli infettati, e l’altro locale. Quest’ultimo poco più che un virus para-influenzale, di nessuna nocività mortale se non per la solita parte “a rischio” della popolazione. Concludendo, insomma, ci troveremmo innanzi ad una delle più grandi cantonate che la politica italiana ha preso, nel solco di quella approssimazione che la caratterizza tutti i giorni.